Se i telegiornali sono la fonte principale di informazione per la maggioranza degli italiani, tra i giovani si fanno strada anche Instagram, siti, app e YouTube.
Oggi i social media non sono solo uno strumento di svago, ma sono diventati fondamentali anche nella comunicazione politica e aziendale. Hanno dato vita a nuove professioni, come il social media manager, e sono ormai cruciali per la diffusione delle informazioni.
II Social Media Day, che si celebra il 30 giugno, riconosce l’impatto rivoluzionario dei social media sul modo in cui le persone si informano. Con differenze significative tra le generazioni. Ma in un mondo dove informarsi è a portata di clic, i social media contribuiscono anche alla diffusione di fake news, alla manipolazione delle informazioni e all’eco-chamber effect, in cui le persone sono esposte solo a opinioni simili alle proprie.
Il pericolo dell’overload informativo
Secondo un’indagine condotta dal team Public Affairs di Ipsos, l’overload informativo può essere anche fonte di stress e ansia.
Quanto all’impatto emotivo dell’uso dei social media, per la maggior parte degli intervistati i social sono principalmente un modo per restare in contatto con amici (61%) e passare il tempo senza troppi pensieri (58%).
La GenZ si distingue, invece, affermando che l’uso dei social li rende più consapevoli di ciò che accade intorno a loro (70%).
Tuttavia, il pessimismo (47%) e l’ansia (41%) legati all’uso dei social sono più frequenti tra i giovani, probabilmente a causa della maggiore esposizione a canoni sociali e di bellezza, e standard di vita irraggiungibili.
I TG sono ancora la fonte principale
Secondo la rilevazione Ipsos, i telegiornali sono la fonte principale di informazione per quasi il 60% degli intervistati, seguiti dai programmi TV di approfondimento (43%) e dai giornali, sia cartacei sia digitali (38%).
Tuttavia, si riscontrano differenze generazionali significative. La GenZ indica tra le fonti principali Instagram (42%), siti o app di news/informazione (38%) e YouTube (33%).
Anche i Millennials si distinguono, indicando Facebook (38%) e amici o familiari (33%) tra le fonti di informazione più rilevanti.
Ma le notizie alla radio sono le più affidabili
Per quanto riguarda l’affidabilità delle fonti, le notizie alla radio risultano le più affidabili (75%), seguite da quelle divulgate da telegiornali (72%), giornali (72%) e programmi TV (71%). Le fonti tradizionali sono, quindi, percepite come le più affidabili.
Tik Tok (20%) e i gruppi Telegram (24%) occupano gli ultimi posti in termini di affidabilità, soprattutto per GenZ, Boomers e Silent Generation.
Contrariamente all’opinione comune, i giovani sembrano consapevoli dell’affidabilità delle fonti, considerando affidabili, oltre a quelle tradizionali, solo i siti o app di news/informazione e YouTube.









