Mese: Luglio 2024

Brevi, ma più frequenti: come cambiano le vacanze degli italiani?

Novità per l’estate 2024, almeno per quanto riguarda le abitudini di vacanza. Quest’anno gli italiani, infatti, sembrano prediligere viaggi più brevi, ma più frequenti. Si stima che 36 milioni di italiani viaggeranno tra giugno e settembre, con il 90% di loro che sceglierà destinazioni italiane.

Solo il 10% opterà per l’estero, preferendo comunque località di mare vicine all’Italia.

Almeno due “fughe” l’anno

Un terzo dei vacanzieri ha già pianificato più periodi di vacanza oltre a quello principale. Circa 3,6 milioni faranno almeno un altro periodo di svago, 3,1 milioni faranno due vacanze e 1,7 milioni ne faranno tre. Questo fenomeno conferma la tendenza a suddividere le ferie in più segmenti, permettendo di visitare diverse località.

L’Italia è sempre la destinazione preferita

L’Italia rimane la meta prediletta: il 90% degli italiani sceglierà di rimanere nel Belpaese. Le regioni più gettonate saranno Toscana, Emilia-Romagna, Sicilia, Puglia, Campania, Trentino Alto Adige e Sardegna. Chi andrà all’estero preferirà il mare vicino all’Italia, le grandi capitali europee e le crociere.

Le bellezze naturali sono il fattore principale nella scelta delle destinazioni (73,2%), seguite dall’abitudine (33,8%) e dalle possibilità di divertimento (24,3%). La vicinanza alla propria abitazione è un criterio per il 14,7% degli italiani.

Spesa media e volume d’affari

La vacanza principale durerà in media 10,3 giorni con un costo complessivo di 886 euro a persona. Le vacanze supplementari dureranno in media 4,8 giorni e costeranno 473 euro. Il volume d’affari totale per il settore turistico sarà di 40,6 miliardi di euro, con contributi significativi da giugno, luglio, agosto e settembre.

Il budget delle vacanze sarà così distribuito: il 27,3% per i pasti, il 27,9% per il pernottamento, il 20,4% per le spese di viaggio, il 10,4% per lo shopping e il 14% per altre spese come divertimenti ed escursioni.

Quale alloggio?

Gli italiani preferiranno soggiornare presso case di parenti e amici (28,5%), seguiti dagli alberghi (27,2%). Altre scelte includono case di proprietà, B&B, affitti brevi, residence, villaggi turistici e campeggi.

Per quanto riguarda il periodo, agosto rimane il mese preferito con 18,4 milioni di vacanzieri, seguito da luglio con 16 milioni, giugno con 15 milioni e settembre con 4,6 milioni di vacanzieri.

Chi resta a casa 

Il 44,8% degli italiani non farà vacanze tra giugno e settembre, principalmente per mancanza di liquidità (54,3%), motivi di salute (27,3%) e motivi familiari (20,1%).

Lavoro: perchè per gli italiani il tempo libero è più importante del guadagno?

Non c’è dubbio: per gli italiani l’azienda ideale in cui lavorare è quella che garantisce più tempo libero per altre attività della vita (51,5%). Al secondo posto, la possibilità di crescere e sviluppare competenze attraverso l’offerta formativa (40,7%) e al terzo, la flessibilità nei tempi e nei luoghi di lavoro (40,5%).
Solo dopo, compare l’attenzione ai pacchetti welfare (34,5%), la parità di genere, diversità e inclusione (27,5%) e gli stipendi superiori alla media dei coetanei (27%).
In ultima posizione, guadagnare molto a fronte di molte ore lavorate (11%).

A dare più importanza al tempo libero sono soprattutto GenZ (20%) e Millennials (21%). Emerge dalla ricerca ‘Rapporto tra generazioni nel mondo del lavoro’, realizzata da Heineken Italia e condotta da AstraRicerche.

Posto fisso, un’ambizione intramontabile

Resta un’ambizione comune il posto fisso (43%), in particolare per GenX e Boomers, soprattutto in un’azienda di grandi dimensioni (37%) e dal respiro internazionale (35,5%).
Per tutte le generazioni, a ogni modo, è imprescindibile l’attenzione al lavoratore come ‘persona’.

Le generazioni preferite con cui lavorare sono la GenX (69,5%) e la GenY/Millennials (63%) per la condivisione di valori e (41%) e perché sanno rapportarsi meglio con i colleghi (31%).
La GenZ, apprezzata principalmente per il suo rapporto con la tecnologia (41%), per la creatività (39%), per avere meno pregiudizi (32%) si auto-sceglie nel 54% dei casi.

I colleghi migliori sono della GenZ

La GenZ, infatti, è apprezzata anche dalle altre generazioni: per la capacità di dialogo/confronto (40%), la capacità di guardare avanti e avere una visione differente (41%) e le competenze digitali (47%).

Millennials e GenX sono preferiti invece per capacità di dialogo e di lavorare in gruppo (42% e 43%), mentre i Boomers hanno l’esperienza utile per apprendere il lavoro da svolgere (51%) e allo stesso tempo sono ‘quelli che ascoltano di più, capiscono le difficoltà e aiutano quando serve’ (29%).
Il rapporto tra persone di età molto diversa in azienda, appartenenti a diverse generazioni, è considerato un grande vantaggio quando viene raggiunto (68%), ma anche qualcosa difficile da ottenere (49%).

Social media: perchè sono una rivoluzione (anche) per l’informazione?

Se i telegiornali sono la fonte principale di informazione per la maggioranza degli italiani, tra i giovani si fanno strada anche Instagram, siti, app e YouTube.
Oggi i social media non sono solo uno strumento di svago, ma sono diventati fondamentali anche nella comunicazione politica e aziendale. Hanno dato vita a nuove professioni, come il social media manager, e sono ormai cruciali per la diffusione delle informazioni. 

II Social Media Day, che si celebra il 30 giugno, riconosce l’impatto rivoluzionario dei social media sul  modo in cui le persone si informano. Con differenze significative tra le generazioni. Ma in un mondo dove informarsi è a portata di clic, i social media contribuiscono anche alla diffusione di fake news, alla manipolazione delle informazioni e all’eco-chamber effect, in cui le persone sono esposte solo a opinioni simili alle proprie.

Il pericolo dell’overload informativo 

Secondo un’indagine condotta dal team Public Affairs di Ipsos, l’overload informativo può essere anche fonte di stress e ansia.
Quanto all’impatto emotivo dell’uso dei social media, per la maggior parte degli intervistati i social sono principalmente un modo per restare in contatto con amici (61%) e passare il tempo senza troppi pensieri (58%). 

La GenZ si distingue, invece, affermando che l’uso dei social li rende più consapevoli di ciò che accade intorno a loro (70%).
Tuttavia, il pessimismo (47%) e l’ansia (41%) legati all’uso dei social sono più frequenti tra i giovani, probabilmente a causa della maggiore esposizione a canoni sociali e di bellezza, e standard di vita irraggiungibili.

I TG sono ancora la fonte principale

Secondo la rilevazione Ipsos, i telegiornali sono la fonte principale di informazione per quasi il 60% degli intervistati, seguiti dai programmi TV di approfondimento (43%) e dai giornali, sia cartacei sia digitali (38%). 

Tuttavia, si riscontrano differenze generazionali significative. La GenZ indica tra le fonti principali Instagram (42%), siti o app di news/informazione (38%) e YouTube (33%).
Anche i Millennials si distinguono, indicando Facebook (38%) e amici o familiari (33%) tra le fonti di informazione più rilevanti. 

Ma le notizie alla radio sono le più affidabili

Per quanto riguarda l’affidabilità delle fonti, le notizie alla radio risultano le più affidabili (75%), seguite da quelle divulgate da telegiornali (72%), giornali (72%) e programmi TV (71%). Le fonti tradizionali sono, quindi, percepite come le più affidabili. 

Tik Tok (20%) e i gruppi Telegram (24%) occupano gli ultimi posti in termini di affidabilità, soprattutto per GenZ, Boomers e Silent Generation.
Contrariamente all’opinione comune, i giovani sembrano consapevoli dell’affidabilità delle fonti, considerando affidabili, oltre a quelle tradizionali, solo i siti o app di news/informazione e YouTube.