Mese: Settembre 2024

Google Maps , nuove misure contro le recensioni fake 

La nota alle recensioni fake diventa sempre più serrata. Google Maps, infatti, ha introdotto nuove restrizioni per contrastare il fenomeno delle recensioni false, con l’obiettivo di tutelare l’integrità del suo sistema di valutazioni. Ora, quando una pagina aziendale viene scoperta a utilizzare recensioni non autentiche, verranno imposte limitazioni temporanee alla pubblicazione di nuovi contenuti, e verrà mostrato un avviso agli utenti per segnalare la rimozione delle recensioni sospette.

Queste misure rappresentano un passo importante nella lotta contro il cosiddetto “Fake Engagement”, ossia l’uso di recensioni falsificate per alterare la percezione della qualità di un’attività commerciale.

Limitazioni per le aziende “poco trasparenti”

Le nuove restrizioni di Google includono la possibilità di bloccare temporaneamente le recensioni su pagine aziendali che violano le linee guida della piattaforma. Tra le azioni intraprese vi sono la rimozione delle recensioni false e l’impossibilità, per un certo periodo, di pubblicare nuove valutazioni.

Inoltre, gli utenti che visitano i profili aziendali segnalati vedranno un messaggio che informa che alcune recensioni sono state rimosse perché ritenute non autentiche. Questo avviso mira a fornire trasparenza e a mettere in guardia i potenziali clienti, aiutandoli a evitare di essere influenzati da valutazioni “dubbie”.

Le misure saranno a  livello globale

Le limitazioni al profilo aziendale sono iniziate nel Regno Unito all’inizio del 2023, ma recenti aggiornamenti indicano che Google intende estendere queste misure a livello globale. Anche se al momento gli avvisi sono visibili solo per gli utenti britannici, è probabile che, a breve, il sistema verrà implementato in altri Paesi.

L’obiettivo è rafforzare la fiducia degli utenti nelle recensioni visualizzate su Google Maps, contrastando comportamenti fraudolenti che possono danneggiare la reputazione del servizio.

Le linee guida di Google sulle recensioni

Secondo le linee guida di Google, i contenuti pubblicati su Maps devono rappresentare esperienze autentiche e veritiere. Non sono ammesse recensioni che non rispecchino fedelmente la qualità di un’azienda o che siano state influenzate da incentivi, come sconti o premi in denaro.

Google sta inoltre monitorando attentamente l’uso di tecniche fraudolente, come l’uso di account multipli o software che simulano interazioni genuine, per evitare che queste pratiche alterino le valutazioni.

Conclusione

Con queste nuove misure, Google punta a scoraggiare le aziende dal manipolare le proprie recensioni e a fornire un’esperienza più affidabile agli utenti. Gli avvisi pubblici potrebbero avere un impatto significativo, poiché essere associati a recensioni false potrebbe danneggiare irreparabilmente la reputazione di un’attività.

Violazioni informatiche alle aziende: tutte le conseguenze di un attacco

Sono le aziende i primi obiettivi dei cybercriminali, e i danni non sono solo immediati ma anche a lungo termine.
Quando si considera l’impatto delle violazioni sulle aziende la prima cosa a cui si presta attenzione sono le perdite finanziarie dirette. Gli attacchi ransomware, in cui gli hacker chiedono un pagamento per ripristinare l’accesso ai dati, o rubare direttamente i fondi, ne sono un chiaro esempio.

Ma questo è solo l’inizio.
Kaspersky ha analizzato le principali conseguenze di un attacco informatico sulle aziende, e oltre a un danno economico diretto ce ne sono molti altri che potrebbero portare a considerevoli perdite finanziarie indirette. A volte, addirittura superiori a quelle subite in seguito all’incidente. 

I costi indiretti di un’interruzione dell’operatività

I cyberattacchi possono anche bloccare le attività, quindi, l’operatività dell’azienda.
Molte aziende si affidano alla loro infrastruttura digitale per le attività quotidiane, ma se i sistemi vengono compromessi la produttività diminuisce. Nei casi più gravi, l’intera attività può essere interrotta per giorni o settimane, con conseguente perdita di fatturato, diminuzione della qualità del servizio, scontento di clienti e partner, e l’ulteriore danno alla reputazione aziendale.

Per questo, nonostante le immediate ripercussioni di un attacco informatico, le aziende devono spesso affrontare un impatto finanziario a lungo termine. Il ripristino dei sistemi, il miglioramento dell’infrastruttura di sicurezza informatica e la gestione delle conseguenze legali sono solo alcuni dei costi che continuano a essere sostenuti. Inoltre, la cancellazione degli ordini e il danneggiamento delle relazioni con i clienti possono richiedere mesi o anni per essere ricostruite.

…e quelli alla reputazione del brand

La fiducia dei clienti è preziosa. Il furto dei dati della clientela in caso di violazione può danneggiare gravemente la reputazione del proprio brand. La perdita di fiducia può portare all’abbandono da parte dei clienti e a un calo degli affari a lungo termine. In alcuni casi, una singola violazione è sufficiente a rovinare l’immagine pubblica di un’azienda.

Se l’azienda è vittima di un attacco, questo può avere un impatto anche sulle relazioni con partner e fornitori. I partner di terze parti potrebbero perdere fiducia nella capacità di proteggere i dati condivisi.
Allo stesso modo, le relazioni commerciali potrebbero essere messe a rischio se non si riesce a risollevarsi rapidamente o se i sistemi compromettono le loro operazioni.

E spesso è l’azienda a finire in giudizio

Ma per molte aziende è la proprietà intellettuale (PI) uno dei beni più preziosi, e i cyberattacchi che la prendono di mira possono rubare progetti di prodotti, strategie di marketing e informazioni protette.
Questo è particolarmente dannoso in settori competitivi come quello tecnologico e farmaceutico, dove il furto di proprietà intellettuale può cancellare il vantaggio che un’azienda ha impiegato anni a costruire.

Inoltre, con le normative sulla protezione dei dati, come il GDPR in Europa o l’HIPAA negli Stati Uniti, una violazione dei dati può portare a pesanti sanzioni. La mancata protezione dei dati sensibili di clienti o dipendenti può comportare sanzioni e cause legali.
Spesso, in aggiunta alla pressione finanziaria e reputazionale, le aziende vittime di violazioni devono affrontare lunghe battaglie giudiziarie.

La rinoplastica per correggere il naso troppo lungo

Il naso è un elemento centrale del viso che ne influenza significativamente l’armonia e l’estetica complessiva.

Un naso troppo lungo può alterare le proporzioni del volto, causando disagio estetico e, in alcuni casi, problemi funzionali.

La rinoplastica, procedura chirurgica volta a modificare la forma del naso, offre soluzioni efficaci per correggere questa caratteristica.

Caratteristiche del naso lungo

Un naso considerato “troppo lungo” presenta generalmente diverse caratteristiche distintive.

Tra queste, si osserva un’eccessiva proiezione dalla base alla punta, un dorso nasale prominente, una columella (la parte che separa le narici) allungata e un angolo naso-labiale acuto.

Queste caratteristiche possono manifestarsi isolatamente o in combinazione, influenzando l’aspetto complessivo del viso e potenzialmente causando sproporzioni facciali evidenti.

Valutazione preoperatoria

Prima di procedere con la rinoplastica, è fondamentale effettuare una valutazione approfondita del paziente.

Questo processo include un’analisi dettagliata della struttura nasale esterna e interna, accompagnata da una valutazione accurata della funzionalità respiratoria.

Il chirurgo esaminerà attentamente le proporzioni facciali del paziente ed indagherà sulle sue  aspettative.

Per avere un’anteprima attendibile del risultato finale, il professionista farà uso di tecniche di imaging avanzate e software di simulazione.

Tecniche chirurgiche per accorciare il naso

La rinoplastica per accorciare un naso troppo lungo può prevedere l’uso di varie soluzioni chirurgiche.

Tra queste la riduzione del dorso nasale, la rotazione della punta, l’accorciamento della columella e l’esecuzione di osteotomie per rimodellare la struttura ossea.

La scelta delle tecniche specifiche da adottare dipenderà dalle caratteristiche anatomiche individuali del paziente e dal risultato estetico desiderato.

Procedura chirurgica

L’intervento di rinoplastica per accorciare il naso segue generalmente un protocollo ben definito.

Il processo inizia con la somministrazione dell’anestesia, che può essere locale con sedazione o generale, a seconda delle raccomandazioni del chirurgo.

Successivamente, si procede con le incisioni e rimodellamento della struttura ossea e cartilaginea, prestando particolare attenzione al raffinamento della punta nasale.

L’intervento si conclude con la chiusura meticolosa delle incisioni. La durata complessiva dell’intervento può variare da una a tre ore, in funzione della complessità del caso specifico.

Recupero post-operatorio

Il periodo di recupero dopo una rinoplastica per accorciare il naso richiede un po’ di pazienza.

Nei primi giorni post-operatori, il paziente potrebbe dover indossare stecche nasali per un periodo che varia da una a due settimane.

È normale si presentino gonfiore e lividi, che si ridurranno progressivamente nel corso delle settimane successive.

Il paziente dovrà sottoporsi a controlli regolari con il chirurgo per monitorare la fase di guarigione, per un risultato ottimale.

Seguire attentamente le istruzioni post-operatorie è fondamentale per ottimizzare il risultato e minimizzare il rischio di complicanze.

Risultati e aspettative

I risultati della rinoplastica per accorciare un naso troppo lungo possono essere notevoli e gratificanti.

I pazienti possono aspettarsi un miglioramento significativo delle proporzioni, con un naso più corto e armonioso che si integra meglio con gli altri tratti del viso.

In alcuni casi, l’intervento può anche portare anche ad a un miglioramento della funzionalità respiratoria.

Inoltre molti pazienti riferiscono un aumento dell’autostima in seguito alla procedura, come confermato dal Dott. Domenico Palomba, chirurgo estetico a Napoli.

È comunque importante mantenere aspettative realistiche e comprendere che i risultati definitivi possono richiedere diversi mesi per essere del tutto visibili, mentre i tessuti si assestano e il gonfiore residuo si risolve.

Considerazioni finali

Quando eseguita correttamente, la rinoplastica può migliorare significativamente l’armonia facciale e la qualità della vita del paziente.

Chiaramente è importante affidarsi a professionisti qualificati e mantenere aspettative realistiche sui risultati ottenibili.

È essenziale che il paziente discuta approfonditamente di benefici ed aspettative con un chirurgo plastico esperto in rinoplastica.

Questo dialogo permetterà al paziente di prendere una decisione informata e di prepararsi adeguatamente per l’intervento ed il periodo di recupero.

Dal MIT il primo database dei 700 rischi legati all’AI

Si chiama AI Risk Repository ed è il primo tentativo di raccogliere e analizzare i rischi collegati all’Intelligenza artificiale.
Lo ha creato un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), che hanno classificato in un database gli oltre 700 i rischi collegati all’Intelligenza artificiale estrapolandoli da rapporti, quotidiani e altri documenti.

Secondo gli esperti, “la mancanza di una comprensione condivisa dei rischi dell’AI può ostacolare la nostra capacità di discutere, ricercare e reagire in modo esaustivo”.
Per questo motivo, il database fornisce una panoramica accessibile al pubblico e sempre aperta ad aggiornamenti. L’obiettivo è farne un quadro comune di riferimento.

La “colpa” è del sistema non di errori umani

I rischi sono stati classificati in relazione alla loro causa, all’intenzionalità e al momento in cui si manifestano.
In particolare, per i ricercatori i rischi sono da attribuire soprattutto ai sistemi di AI (51%) piuttosto che a una decisione o azione di esseri umani (34%), ed è più probabile che si manifestino una volta che l’AI sia stata addestrata e impiegata (65%) piuttosto che durante il suo sviluppo (10%).

I rischi individuati sono stati raccolti in sette categorie, con maggiori preoccupazioni riguardanti la sicurezza, i danni socio-economici e ambientali, la discriminazione e la tossicità. Altri rischi citati nel database del MIT attengono a privacy e sicurezza, attori maligni e uso improprio, interazione uomo-macchina e disinformazione, riferisce Ansa.

“La letteratura scientifica è troppo frammentata”

Come ha spiegato a TechCrunch Peter Slattery, il responsabile del progetto, gli assessment dei rischi legati all’uso dell’AI “menzionavano in media solo il 34% dei 23 sottodomini che abbiamo identificato, e circa il 25% ne individuava meno di uno su cinque. Nessun documento che abbiamo analizzato menzionava tutti i 23 sottodomini, il più comprensivo ne citava solo il 70%. Quando la letteratura scientifica è così frammentata, è corretto assumere che non siamo tutti allineati rispetto a questi rischi”.

Di qui il tentativo di analizzare e racchiuderli in un database ampliabile e categorizzato, che chiunque possa copiare e utilizzare.

Politica, aziende, mondo accademico sono chiamati in causa

L’idea è che questo database possa essere utilizzato da chi deve regolamentare l’uso dell’Intelligenza artificiale, quindi in primo luogo dalla politica, per avere un quadro completo delle questioni sul tavolo e per conoscere quali siano i rischi emergenti. Ma anche che possa risultare utile per il mondo accademico come punto di partenza per migliorare la classificazione proposta dal team di Slattery, così come identificare nuove aree di ricerca, e potenzialmente, elementi di rischio ancora non identificati.

Per quanto riguarda invece le aziende che sviluppano questi modelli basati sull’AI, riporta Il Sole 24 Ore, il database è una risorsa per valutare i rischi ai quali si è esposti. Di conseguenza, individuare strategie di mitigazione di questi ultimi.