Troppe “chiacchiere” al cellulare fanno alzare la pressione

Un nuovo studio ha dimostrato che parlare al cellulare per più di 30 minuti a settimana aumenta del 12% il rischio di sviluppare pressione alta o ipertensione. Il fenomeno sarebbe dovuto al fatto che i telefoni cellulari emettono bassi livelli di energia a radiofrequenza, che a sua volta è stata collegata all’aumento della pressione sanguigna dopo un’esposizione a breve termine. L’ipertensione è un importante fattore di rischio per infarto e ictus ed è una delle principali cause di morte prematura a livello globale. Lo rivela un nuovo studio condotto in Cina

Quello che fa la differenza è il tempo

“È il numero di minuti che le persone trascorrono a parlare su un cellulare che conta per la salute del cuore. Più tempo trascorso al telefono rappresenta un rischio maggiore”, ha dichiarato l’autore dello studio Xianhui Qin della Southern Medical University, Guangzhou, Cina.

Oltre 200.000 mila persone coinvolte nella ricerca

La ricerca ha coinvolto un totale di 212.046 adulti di età compresa tra 37 e 73 anni senza ipertensione. Gli utenti di telefoni cellulari, che utilizzavano il dispositivo almeno una volta alla settimana, avevano un rischio del 7% maggiore di sviluppare ipertensione rispetto ai non utenti. Coloro che parlavano al cellulare per 30 minuti o più a settimana avevano una probabilità superiore del 12% di incorrere nell’insorgenza di ipertensione rispetto ai partecipanti che trascorrevano meno di 30 minuti attaccati al telefono. 

Conta anche la genetica 

Un’analisi del rischio genetico ha poi messo in evidenza che la probabilità di sviluppare l’ipertensione era del 33% più alta negli individui con un alto rischio genetico e che trascorrevano almeno 30 minuti a parlare al telefono rispetto a quelli con un basso rischio genetico e parlavano al telefono per meno di 30 minuti. In sintesi, l’abbinata genetica-uso intensivo del cellulare è un fattore di rischio ulteriore, che aumenta di un terzo la possibilità di incorrere in problemi di salute.

Viva voce o cuffie? Non cambia nulla

L’utilizzo di una configurazione a mani libere non ha avuto alcuna influenza sulla probabilità di sviluppare la pressione alta. Anche se questo studio borisce una precisa indicazione sul corretto utilizzo del cellulare, serviranno ulteriori approfondimenti in merito. Servono infatti nuove ricerche per confermare i risultati, ma fino ad allora sembra prudente ridurre al minimo le telefonate per preservare la salute del cuore.

e-commerce: aziende e utenti lo vogliono eco sostenibile

Sono tante le aziende alla ricerca di soluzioni affinché l’e-commerce diventi eco sostenibile e comporti pochi rischi per l’ambiente. Dai dati raccolti da uno studio di B-Rewards risulta evidente un’attenzione sempre più crescente da parte degli utenti verso forme sostenibili di acquisti. Gli acquisti degli utenti ora sono orientati verso prodotti naturali e Made in Italy, di qualità e con emissioni zero. L’utente che acquista un prodotto di buona qualità al contempo aiuta l’ambiente. 
Ed è per questo che le aziende si stanno aprendo a scelte ambientaliste, come l’utilizzo di mezzi di trasporto elettrici, o la destinazione di una parte del prezzo di un prodotto alla piantumazione di nuovi alberi.

L’online aiuta le piccole realtà aziendali

Per molto tempo si è pensato che l’e-commerce minasse la presenza di piccoli negozi locali e artigiani. La realtà è diversa, perché esistono realtà online, come B-Rewards, che permettono alle Pmi di entrare in un circuito virtuoso grazie a un e-commerce con tutte le funzionalità necessarie. Anche i piccoli negozi locali possono infatti essere presenti sul web, raggiungendo così migliaia di nuovi clienti, e proponendo i propri manufatti anche a grandi imprese produttrici, che necessitano di competenze artigianali e materie prime. Ma l’e-commerce porta anche ulteriori vantaggi, perché combatte l’inflazione, garantisce più scelta e più offerte, e la spedizione di prodotti con meno utilizzo di mezzi di trasporto propri.

I clienti richiedono il brand sostenibile

Il brand sostenibile è molto richiesto dai clienti, sempre più attenti ai temi ambientali. Questo è un altro motivo per il quale l’e-commerce ingloba produttori Made in Italy, non solo per questioni di qualità e marchio, ma anche di spedizione e trasportabilità delle merci. Molte aziende sono infatti corse ai ripari cercando di ottimizzare la logistica in modo sostenibile. Inoltre, gli imballaggi eco-friendly per le spedizioni rappresentano una scelta che molte imprese stanno adottando.

L’economia circolare è la soluzione giusta

Dallo studio effettuato da B-Rewards sono emersi alcuni fattori che potrebbero portare l’e-commerce a una riduzione dell’impatto ambientale nel futuro: ottimizzazione dello spazio fisico per effettuare più consegne con meno viaggi, facilitare i contatti pre-consegna, ovvero scegliere quando e dove ricevere il pacco, formazione di gruppi di aziende e produttori locali per spedizioni uniche di più prodotti, utilizzo di imballaggi con carta riciclata e meno ingombranti, e affidare le spedizioni ad aziende che utilizzano mezzi poco inquinanti. L’economia circolare poi potrebbe essere una delle soluzioni per avere meno impatto sull’ambiente, anche quando si acquista online. L’originalità e la qualità unite al Made in Italy, e a un e-commerce che va verso la sostenibilità ambientale, è un mix che può coesistere e portare a grandi risultati.

Il Design Thinking crea il futuro desiderabile per le aziende

Come processo di innovazione che integra capacità analitiche con attitudini creative, il Design Thinking si sta affermando come supporto per le aziende a immaginare il futuro desiderabile. Per gestire la trasformazione necessaria a creare un futuro desiderabile però le aziende devono essere capaci di equilibrio e adattamento strategico. E sono le tecnologie digitali, in particolar modo l’AI, ad aiutare a facilitare il processo creativo.
Lo spiega la ricerca dell’Osservatorio Design Thinking For Business della School of Management del Politecnico di Milano, che ha individuato tre diversi approcci per le aziende che vogliono immaginare e creare futuri desiderabili: foresight, entrepreneurship-as-design, discursive design.

Foresight, entrepreneurship-as-design, discursive design

Il foresight è un approccio sistematico e strutturato per pensare al futuro analizzando tendenze, driver e incertezze, e utilizzare queste informazioni creando una gamma di possibili scenari. L’entrepreneurship-as-design implica invece l’applicazione dei principi del pensiero progettuale al processo di imprenditorialità, identificando e creando opportunità che possano portare allo sviluppo di nuovi prodotti, servizi o attività. Un approccio che sottolinea quindi l’importanza di creatività, innovazione e sperimentazione nel processo imprenditoriale. Quanto al discursive design, si basa sull’idea che il design sia un processo sociale che coinvolge designer, stakeholder e utenti nel processo di progettazione. Considera il design uno strumento non solo per creare prodotti o servizi, ma anche sistemi e strutture sociali.

Adattamento strategico ed equilibrio

Per gestire la trasformazione necessaria a creare un futuro desiderabile nelle organizzazioni serve adattamento strategico ed equilibrio nella progettazione del futuro. L’adattamento strategico garantisce che le azioni intraprese per modellare il futuro siano coerenti con la strategia e gli obiettivi generali dell’organizzazione. Equilibrio significa invece garantire che tali azioni siano equilibrate in termini di rischio, complessità e impatto. Nel valutare la progettazione del futuro, l’Osservatorio considera quattro dimensioni: plausibilità (il grado con cui le azioni intraprese per modellare il futuro sono realistiche e fattibili), novità (innovative), significatività (allineate a valori e obiettivi dell’organizzazione), desiderabilità (attraenti e convincenti per le parti interessate). Bisogna poi garantire che abbiano un impatto sugli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG).

Il futuro non può essere predetto, ma deve essere immaginato

“I futuri a 5, 10 anni non possono essere predetti, ma devono essere immaginati e co-progettati da diversi stakeholder – spiega Claudio Dell’Era, Direttore dell’Osservatorio Design Thinking for Business -. Inoltre, per renderli possibili devono essere perseguiti attraverso una serie di azioni nell’oggi che influenzano il domani. Proprio per questo l’osservatorio quest’anno ha cercato di comprendere come tre approcci differenti influenzassero la percezione rispetto al desiderio, valore e probabilità di accadimento dei futuri immaginati e modellati, mostrando come un approccio di design possa facilitare tale processo”.

Quasi la metà degli italiani paga un mutuo o un prestito

Secondo l’ultima analisi di Mister Credit, la divisione del gruppo CRIF specializzata in soluzioni educative per i consumatori, il numero di cittadini maggiorenni con un mutuo o un prestito è aumentato del 6,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo il 47,4%. Nel 2022, la rata media mensile pro-capite è stata di 307 Euro, registrando un calo del 2,5% rispetto al 2021. Tuttavia, l’importo residuo dei finanziamenti in corso è aumentato del 3,1%, arrivando a 33.183 Euro, principalmente a causa dell’importanza dei mutui ipotecari nel portafoglio delle famiglie italiane.

I prestiti finalizzati sono il 51% del totale

I prestiti finalizzati, destinati all’acquisto di beni e servizi come auto, moto, elettronica ed elettrodomestici, sono ancora la tipologia di finanziamento più diffusa, rappresentando il 51,1% del totale, con una rata media di 140 Euro (-6,4% rispetto al 2021). I prestiti personali sono al secondo posto, con una quota del 29% (+2%) e una rata media di 271 Euro (-0,7%). Infine, i mutui per l’acquisto di abitazioni rappresentano il 19,9% del totale (-4,5%) e una rata media di 786 Euro (+1,5%).

I rimborsi più elevati nel Nord Italia

La mappa del credito evidenzia che il Trentino-Alto Adige, la Lombardia e il Veneto sono le regioni in cui i cittadini rimborsano la rata media più elevata ogni mese, rispettivamente con 388, 356 e 343 euro,  principalmente a causa dell’elevata incidenza dei mutui. Al contrario, le regioni del Sud e le Isole  – soprattutto in Calabria, dove si attestano a 253 euro, in Sardegna (259 euro) e in Molise (261 euro)- hanno le rate mensili più basse, in virtù della modesta incidenza dei mutui.

I flussi di credito hanno avuto un rallentamento nell’ultimo anno

“Nel corso dell’ultimo anno, i flussi di credito erogato alle famiglie hanno mostrato un rallentamento, risentendo dell’impatto del contesto geopolitico e dell’inflazione. In particolare, la dinamica è stata comunque positiva per il credito al consumo e per i prestiti personali, mentre i mutui hanno risentito degli effetti dell’aumento dei tassi di interesse – commenta Beatrice Rubini, Direttrice della linea Mister Credit di CRIF. Nel complesso, la sostenibilità degli impegni finanziari da parte delle famiglie si è confermata elevata, ma per il prossimo futuro bisognerà valutare gli impatti derivanti dall’incertezza causata dal proseguimento del conflitto in Ucraina, nonché dalla crescita dei costi dell’energia, oltre che dei tassi di interesse. Tutti fattori che indubbiamente rappresentano un motivo di preoccupazione per gli italiani. E l’insieme di queste circostanze richiede attenzione, in prospettiva, sul tema della qualità del credito”.

Come proteggersi dagli attacchi di phishing che sfruttano i servizi di Google?

I cybercriminali sono ogni giorno più “fantasiosi”, oltre che pericolosi. Nel tempo, hanno imparato a creare truffe sempre più sofisticate in grado di ingannare gli ignari utenti del web. Secondo quanto riferito dai ricercatori di Kaspersky, oggi sono in costante aumento gli attacchi di phishing che si avvalgono dei servizi di Google. Nel mese di gennaio 2023, gli esperti di sicurezza hanno registrato un incremento del 189% dei tentativi di accesso a siti di phishing che imitano i servizi di Google rispetto al mese precedente. Questi siti sono progettati per attirare gli utenti ingannandoli e convincendoli a fornire le proprie credenziali di accesso. Una volta acquisite, queste credenziali consentono agli attaccanti di accedere ad altri account dell’azienda o dell’utente stesso.

I rischi connessi a YouTube

Secondo Kaspersky, YouTube è uno dei servizi di Google più utilizzati dai truffatori per i loro scopi fraudolenti. Gli attaccanti ottengono l’accesso all’account di un celebre vlogger e iniziano a trasmettere i propri video, convincendo gli utenti a cliccare su link fraudolenti che mettono a rischio i loro dati personali e finanziari.

Cosa fare per mettersi in sicurezza?

Per proteggersi da queste minacce, gli esperti di Kaspersky consigliano di adottare alcune misure di sicurezza. In primo luogo l’utilizzo di password sicure e uniche per ogni account, evitando di usare la stessa password per più account. Gli esperti consigliano di utilizzare una combinazione di lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli per creare una password difficile da individuare. Vale la pena poi prevedere l’impostazione dell’autenticazione a due fattori e l’installazione di una soluzione di sicurezza affidabile. È inoltre importante verificare l’autenticità delle fonti prima di cliccare su link o di inserire informazioni personali.

Non aprite quella mail 

Tra i consigli più importanti, oltre alla sicurezza della propria password, c’è proprio quello di fare attenzione alle e-mail e ai messaggi sospetti. Non bisogna assolutamente cliccare su link o scaricare allegati da mittenti sconosciuti. Allo stesso modo, è sempre una buona norma diffidare dai messaggi che chiedono le credenziali di accesso o informazioni personali.

Dati personali al sicuro

In generale, gli attacchi di phishing continuano a evolversi e a diventare sempre più sofisticati, ma con una maggiore consapevolezza e l’adozione di misure di sicurezza adeguate, gli utenti possono proteggere i propri account e i propri dati personali. 

Cosa rende felici i cittadini di tutto il mondo?

Il 20 marzo è la Giornata Internazionale della Felicità e, in occasione di questa ricorrenza, Ipsos ha condotto un sondaggio su 32 paesi nel mondo per indagare il livello di felicità delle persone a livello globale. I risultati dell’indagine mostrano che, in media, il 73% delle persone intervistate dichiara di essere felice, con i livelli più elevati registrati in Cina, Arabia Saudita e Paesi Bassi, mentre i livelli più bassi sono stati rilevati in Polonia, Corea del Sud e Ungheria. Nonostante l’Italia non rientri tra i paesi più felici del mondo (si colloca infatti in 25a posizione), il 68% degli italiani dichiara comunque di essere felice. In generale, la felicità globale è aumentata rispetto all’anno precedente e questo trend si è verificato soprattutto nei paesi a medio reddito.

I cinque aspetti della vita che danno più felicità

Il sondaggio ha inoltre indagato la soddisfazione delle persone su vari aspetti della vita e ha rilevato che i cinque aspetti che mostrano i livelli più elevati di soddisfazione riguardano i rapporti con i propri figli, il partner o il coniuge, l’accesso alla natura, il livello di istruzione e le relazioni con i parenti e gli amici. Al contrario, i cinque aspetti di cui le persone sono meno soddisfatte sono la situazione sociale e politica del proprio paese, la situazione economica del paese, la propria situazione finanziaria, la vita sentimentale/sessuale e l’esercizio fisico/attività motoria.

La soddisfazione personale incide sulla felicità

Infine, il sondaggio ha rivelato che la felicità è correlata alla soddisfazione delle persone su vari aspetti della vita, tra cui il senso di significato della propria vita, il controllo sulla stessa, la salute mentale e il benessere, la vita sociale e le condizioni di vita. Nonostante la famiglia e gli amici siano tra le fonti di felicità più diffuse, un adulto su cinque non dispone di un sistema di supporto di amici o parenti su cui poter contare in situazioni difficili.

Cosa fa paura

Il pessimismo per il futuro riguarda la difficoltà di trovare o mantenere le relazioni. Circa il doppio delle persone ritiene che diventerà più difficile anziché più facile per i single trovare un partner romantico, per le persone trovare amici intimi e per le coppie sposate mantenere relazioni felici. Questo pessimismo è più pronunciato tra gli intervistati Boomers e Gen X, le donne e gli intervistati non sposati, con un reddito più basso o disoccupati.

Metaverso: ricavi oltre al 40% nei prossimi 10 anni

Circa il 30% delle aziende italiane ed estere ha già avviato o intende investire nella sperimentazione e adozione delle principali tecnologie emergenti, tra cui il metaverso, e il 25% intende farlo nel breve periodo. Nel prossimo decennio si prevede inoltre una crescita considerevole dell’impatto del metaverso sul portafoglio dei servizi e prodotti offerti. E oltre il 40% delle aziende ritiene che il tasso di crescita medio dei ricavi nel metaverso nei prossimi 10 anni sarà superiore al 40%. Tuttavia, solo il 28% intende investire più del 15% del budget nella sperimentazione di nuove soluzioni nel metaverso, mentre il 19% prevede di investire più di 200mila euro nel corso del 2023. È quanto emerge dal report Web 3.0: metaverso e nft, realizzato da EY, in collaborazione con il Centro di ricerca in strategic change di Luiss Guido Carli.

Gli ambiti di applicazione

I principali ambiti di applicazione del Web 3.0 sui quali si intende investire sono la customer experience (garantire esperienze multisensoriali attraverso la creazione di luoghi virtuali immersivi), la formazione 4.0 (apprendimento e sviluppo delle competenze nel metaverso), il metaverse marketing (aumentare la visibilità e rafforzare l’immagine del brand), e il new way of working, ovvero abilitare un nuovo modo di lavorare attraverso l’organizzazione di incontri virtuali per una maggiore inclusività. Non mancano però critiche, perplessità e dubbi sul Web 3.0, che riguardano gli ingenti costi di investimento e l’incertezza dei ricavi, e la poca chiarezza circa le reali potenzialità/opportunità. Inoltre, la normativa vigente non risulta essere completamente adeguata a rispondere ai diversi scenari abilitati dal Web 3.0.

Gli nft come opportunità di crescita dei ricavi

Secondo il 48% del campione, sebbene si tratti di un mercato ancora in fase di espansione, gli nft offrono un’importante opportunità di crescita dei ricavi e hanno già dimostrato essere una realtà con potenzialità significative in svariati ambiti di applicazione. In particolare, diritti d’autore, collezionismo e marketing. La realizzazione di un ambiente come il metaverso coinvolge infatti anche alcuni asset di intellectual property (ip), come privative brevettuali, i brand, il diritto d’autore e della comunicazione. Analogamente, la realizzazione e commercializzazione di un nft non può prescindere dalla valutazione del rapporto con i diritti di proprietà intellettuale propri o di terzi.

L’impatto sul mondo del lavoro

Il report mette in evidenza le aspettative che gli operatori ripongono non solo rispetto ai loro investimenti nel metaverso, ma anche in termini di capacità e competenze richieste per l’attuazione di una strategia nel metaverso in ambito di risk and compliance. Inoltre, riferisce Adnkronos, le nuove tecnologie e le loro applicazioni potranno avere impatti innegabili anche sul mondo del lavoro. Tra gli aspetti principali da approfondire, il concetto di luogo di lavoro (con il superamento dei tradizionali vincoli di tempo, luogo e spazio), la formazione dei lavoratori, e le possibili ricadute sulla normativa in tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Prestiti, il Taeg medio è aumentato del 25% in un anno

Anche i prestiti personali costano di più. L’aumento del costo del denaro riverbera inevitabilmente anche sul costo dei finanziamenti. In base a una recente analisi condotta da Facile.it, il Team medio disponibile online è aumentato del 25% in un anno, passando dal 7,50% di gennaio 2022 al 9,40% di gennaio 2023.

Perchè si chiede un prestito personale?

Il primo motivo per cui si richiede un prestito personale è l’ottenimento di liquidità, richiesta spesso legata alla necessità di fare fronte ad imprevisti o a spese ingenti e che a gennaio 2023 ha rappresentato quasi un terzo della domanda totale (31,1%). Anche in questo caso i tassi medi sono cresciuti notevolmente, con un incremento in linea con quello rilevato per le altre tipologie di prestiti; numeri alla mano, quindi, se non si può rimandare la richiesta di finanziamento, meglio prepararsi a fare i conti con condizioni decisamente meno favorevoli rispetto al passato.

Gli aumenti rispetto al 2022

Per capire quale sia stato l’aumento del costo del denaro “in concreto”, Facile.it ha condotto delle simulazioni tenendo come base un prestito personale per liquidità di 10.000 euro e della durata di 5 anni.  Chi ha richiesto un prestito simile a gennaio 2023, al termine del piano di ammortamento, tra interessi ed altri costi accessori avrà speso in media 2.300 euro, ben più di chi ha chiesto lo stesso tipo di prestito a gennaio 2022, quando queste voci ammontavano a circa 1.760 euro.

Le famiglie scelgono importi più contenuti

Per far fronte ai costi più elevati, le famiglie scelgono di orientarsi su importi più contenuti; ad esempio, guardando alle richieste di prestiti personali per liquidità raccolte online a gennaio 2023, emerge che chi ha presentato domanda ha puntato ad ottenere, in media, 9.207 euro, valore in calo del 5% rispetto allo scorso anno. La riduzione si è tradotta anche in un accorciamento della durata dei piani di ammortamento, passati da 60 a 55 mesi. Stabile, invece, l’età media di chi ha presentato domanda, ferma a 42 anni.

Meglio confrontare le offerte di più società di credito

Per risparmiare un po’, gli esperti suggeriscono di verificare le offerte di diverse società di credito. Ad esempio, in base all’ultima rilevazione della Banca d’Italia il tasso medio del totale prestiti personali (TEGM) è pari a 11,61%, ma  l’online può offrire diverse opportunità di risparmio, visto che gli indici medi oggi viaggiano intorno al 9,40% (TAEG).

Farina di insetti o carne in vitro? Le tendenze del nostro futuro alimentare

Il nostro futuro a tavola? Sembrerebbe meno appetitoso di quello attuale, almeno stando alle previsioni in fatto di tendenza food. I prodotti a base di insetti in Europa, entro il 2030, raggiungeranno 260 mila tonnellate per oltre 390 milioni di consumatori, mentre il mercato mondiale della carne in vitro ha già registrato investimenti da capogiro, pari a 1,3 miliardi. Sono alcune delle più evidenti tendenze alimentari, inquadrate nell’alveo del novel food, dal report Nomisma per la IX Conferenza economica di Cia-Agricoltori Italiani. 

Sdoganata la farina di insetti

Del resto è stata appena ‘sdoganata’ dalla Commissione Ue l’immissione sul mercato di farina di grillo e dunque, si registrerà, secondo Nomisma, nel giro di poco tempo, un maggior impiego di insetti come ingredienti nei prodotti alimentari e da qui ai prossimi tre anni, si prevede un calo produttivo degli insetti interi di quasi il 15%, mentre saliranno in media anche del 5% le vendite di pane, sostituti della carne e nutraceutici, a base di polvere di insetti.

Carne sì o carne no

La Food and Drug americana ha dato il suo via libera alla carne di pollo prodotta in laboratorio. Questo passaggio accende i riflettori sulle ambizioni latenti in Europa in questo senso, con le aziende di riferimento a livello mondiale, tra laboratori e start up, passate da 13 a 117 dal 2016 al 2022 e la produzione globale di carne in vitro che si prospetta al 2030 in aumento fino a 2,1 milioni di tonnellate.

“La carne sintetica – commenta il presidente di Cia, Cristiano Fini- va nella direzione opposta a quella che è la nostra idea di cibo, basata sulla valorizzazione delle nostre produzioni agricole e zootecniche, simbolo di alta qualità e identificative dei territori e delle tradizioni nazionali. Inoltre, si tratta di una produzione artificiale che finisce per costare di più in termini di sostenibilità ambientale e non garantisce migliore salute e nutrizione per i cittadini. Al momento -ha concluso Fini- c’è il rischio concreto che l’agricoltura venga ridimensionata con ovvie conseguenze sulle aree interne con il progressivo abbandono dei territori”.

Cosa è la carne in vitro? 

Come spiega Animal Equity, “la carne coltivata in vitro è conosciuta anche come clean meat (carne in vitro), in quanto non deriva dalla macellazione degli animali, ma si tratta di un prodotto che replica in laboratorio carne, pesce e uova. La tecnica consiste nel prelevare cellule muscolari e nutrirle con proteine che aiutano la crescita del tessuto. Una volta che il processo è partito, teoricamente è possibile continuare a produrre carne all’infinito, senza aggiungere nuove cellule da un organismo vivente”. 

L’app economy rallenta: spesa consumatori -2%

Nel 2022 rallenta per la prima volta l’economia globale delle app. Durante l’anno passato la spesa dei consumatori per le applicazioni è scesa a 167 miliardi di dollari, registrando una flessione del 2%, mentre nel 2021 la crescita era stata del 19%. Secondo il report State of Mobile 2023, il rapporto annuale pubblicato da data.ai., allo stesso tempo i download sono aumentati dell’11% su base annua (non però nell’ultimo trimestre dell’anno), trainati in particolare dai mercati emergenti.
“Per la prima volta, i fattori macroeconomici stanno frenando la crescita della spesa mobile”, osserva Theodore Krantz, ceo di data.ai. Inoltre, nel 2022 è scesa anche la spesa per i giochi: -5% (110 miliardi di dollari), mentre la spesa per app non di gioco è aumentata del 6% (58 miliardi), guidata da abbonamenti in streaming, app di appuntamenti e app video di breve durata

Instagram supera TikTok

Secondo un’altra analisi di Sensor Tower, Instagram supera TikTok balzando al primo posto delle app più scaricate. Le altre app di Meta hanno tutte un posto nella top 10 delle più scaricate: Facebook è al terzo, WhatsApp al quinto, Messenger all’ottavo e WhatsApp Business al nono posto. CapCut di ByteDance, un’estensione di TikTok, è in quarta posizione, mentre al sesto posto si piazza Snapchat, al settimo Telegram, e Spotify è decima. Twitter, che da ottobre scorso è di proprietà di Elon Musk è tredicesima, e Netflix quindicesima, riporta Ansa.

L’ascesa dello streaming e della condivisione

Secondo il report State of Mobile 2023 lo spostamento dell’attenzione dei consumatori dai media tradizionali agli smartphone solleva la domanda: quali app sono responsabili? Nel 2022, solo tre categorie di app sulle 20 monitorate hanno catturato il 50% di tutto il tempo trascorso su dispositivi mobili, e comprendevano tutte video e social. Le categorie erano social media/comunicazione (19,5%), intrattenimento/brevi video (17%) e intrattenimento/condivisione video (12,7%). All’interno di questi tre segmenti, le app leader di mercato sono rispettivamente WeChat, TikTok e YouTube.

Una rivoluzione dell’intrattenimento

I video per dispositivi mobili in formato breve si stanno diffondendo in tutto il mondo e stanno cambiando per sempre il panorama culturale. I numeri parlano di una rivoluzione dell’intrattenimento.
TikTok ora è una delle uniche due app non di gioco a superare i 6 miliardi di dollari di spesa dei consumatori, e ha generato più di 3,5 miliardi di download, il doppio di YouTube.
Nel suo successo, TikTok rappresenta un’altra tendenza nello spazio delle app: l’ascesa del super editore. La portata e le dimensioni dell’economia delle app hanno consentito a numerosi studi specializzati di prosperare. Nel 2022, 1419 app e giochi hanno generato oltre 10 milioni di dollari, 224 hanno superato 100 milioni di dollari e 10 hanno incassato 1 miliardo di dollari.