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Un grande passo verso la sostenibilità: l’aeroporto di Torino-Caselle ed il suo impianto fotovoltaico

L’Aeroporto di Torino-Caselle, in linea con la sua nota “visione” in tema di sostenibilità ambientale, ha compiuto un significativo passo avanti nel percorso verso la decarbonizzazione.

Questo importante traguardo è stato raggiunto grazie alla recente installazione del più grande impianto fotovoltaico su tetto mai realizzato in un aeroporto italiano.

Composto da 3.651 moduli, distribuiti su una superficie complessiva di 6.454 metri quadri, questo nuovo impianto è destinato a diventare un punto di riferimento nel panorama dell’energia rinnovabile nel settore aeroportuale nazionale ed internazionale.

Una fonte energetica innovativa e sostenibile

L’impianto fotovoltaico appena installato presso lo scalo torinese sarà in grado di produrre, a regime massimo, 1.585 MWh di energia elettrica all’anno.

Questa quantità rappresenta il 12% del fabbisogno annuale complessivo dell’aeroporto, contribuendo significativamente alla riduzione dell’impatto ambientale.

I pannelli solari sono stati posizionati sulla copertura del terminal passeggeri, sull’edificio dedicato al BHS-Baggage Handling System e su un’altra struttura nell’area tecnica, dimostrando l’impegno ad utilizzare ogni spazio disponibile per generare energia pulita e sostenibile.

Riduzione delle emissioni e impatto ambientale

Grazie all’energia prodotta da questo impianto fotovoltaico, l’aeroporto di Torino-Caselle prevede di evitare l’emissione di circa 406 tonnellate di CO2 all’anno.

Questa cifra corrisponde all’assorbimento di anidride carbonica di 13.552 alberi, contribuendo significativamente alla lotta contro il cambiamento climatico e confermando quello che è l’impegno dell’aeroporto verso una gestione più sostenibile delle risorse energetiche.

Efficienza e lunga durata dei moduli fotovoltaici

La durabilità e l’efficienza degli impianti fotovoltaici sono elementi cruciali per garantire una produzione costante di energia ed una buona durata nel tempo.

I moduli fotovoltaici installati presso l’aeroporto di Torino, fanno sapere dallo scalo, sono progettati per resistere fino a 40 anni, e vantano un’elevata efficienza in fatto di prestazioni.

Questi moduli, tra i più efficienti disponibili sul mercato, promettono di mantenere nel tempo una produzione di energia fino al 60% in più rispetto ai modelli convenzionali, garantendo anche una buona resistenza meccanica agli agenti atmosferici ed evitando qualsiasi tipo di fenomeni di abbagliamento, argomento questo da considerare certamente dato che parliamo di un aeroporto.

Un investimento per un futuro sostenibile

Il progetto, del valore di 2 milioni di euro, è un investimento significativo che testimonia l’impegno non solo dell’Aeroporto di Torino-Caselle verso la sostenibilità e l’innovazione tecnologica, ma dell’intera regione Piemonte.

Questa iniziativa, parte integrante del piano industriale dell’aeroporto, si inserisce in un quadro più ampio di azioni volte a mitigare gli effetti del cambiamento climatico, sottolineando l’eccellenza dell’aeroporto torinese nel panorama della sostenibilità ambientale.

Cresce il numero di nuovi impianti fotovoltaici anche a Torino città

La città di Torino sta vivendo un’impennata nell’installazione di impianti fotovoltaici, non solo in aeroporto ma anche in ambito urbano. Residenze, edifici commerciali e aziende stanno sempre più adottando soluzioni energetiche eco-sostenibili, ed i pannelli fotovoltaici sono spesso la prima scelta.

Il capoluogo piemontese conferma dunque la sua grande attenzione verso le energie rinnovabili, con una crescente adozione di tecnologie che sono in grado di ridurre l’impatto ambientale e promuovono un modello energetico più sostenibile.

Iniziative e politiche a sostegno delle energie rinnovabili del Comune di Torino stanno facilitando questa transizione, incoraggiando una maggiore consapevolezza sull’importanza delle fonti energetiche pulite e rinnovabili.

Questa crescita continua degli impianti fotovoltaici Torino non solo migliora l’autosufficienza energetica, ma dimostra anche l’impegno attivo della comunità verso una città più verde e sostenibile.

Torino-Caselle farà da apripista ad altri aeroporti?

La recente installazione di questo grande impianto fotovoltaico rappresenta un passo significativo verso un futuro più sostenibile per l’Aeroporto di Torino-Caselle.

Questa iniziativa non solo ridurrà l’impatto ambientale dell’aeroporto, ma servirà da esempio positivo nel settore dell’aviazione, dimostrando che il cambiamento è possibile e che l’adozione di tecnologie energetiche innovative è cruciale per un ambiente più pulito e un futuro migliore per tutti.

Vino, con l’inflazione cala il consumo. Però…

Il mercato del vino sta attraversando un periodo complesso, caratterizzato da sfide e cambiamenti significativi. L’inflazione e la congiuntura economica negativa hanno portato a una diminuzione dei consumi di vino in tutto il mondo, Italia compresa, e a una revisione sostanziale dei comportamenti di acquisto, con rinunce e privazioni.

A causa dell’aumento dei prezzi nel settore alimentare e delle bevande, con un incremento del 3,1% nel prezzo del vino nell’ultimo anno, i consumatori italiani hanno perso 6.700 € pro-capite dal 2021 al primo semestre del 2023. Di fronte a questa situazione, il 75% degli italiani ha adottato strategie come la riduzione degli sprechi alimentari o l’aumento degli acquisti in promozione.
Nei primi nove mesi del 2023, le vendite di vino nella GDO italiana sono diminuite di oltre il 3% in volume, mentre il canale HORECA sta rallentando la crescita a causa di flussi turistici inferiori e della ridotta frequenza degli italiani a pranzare o cenare fuori casa.

Un osservatorio per comprendere i trend, anche nel bicchiere

Per comprendere i cambiamenti nei comportamenti di acquisto e consumo di vino, l’osservatorio Wine Monitor di Nomisma ha condotto una survey sui consumatori finali in Italia. Nel periodo gennaio-settembre 2023, le vendite al dettaglio di vino hanno raggiunto i 65 miliardi di euro, in crescita a valore rispetto al 2022 a causa dell’inflazione, ma ancora in calo in volume, sebbene si intraveda un’attenuazione della diminuzione.

In GDO, le categorie IGP/DOP e i vini bianchi si comportano meglio a livello di vendite a valore, mentre nei discount i bianchi e i vini da tavola hanno prestazioni migliori. I rosati, seppur rappresentino una parte marginale delle vendite, registrano una crescita significativa. Gli spumanti sono l’unica categoria in crescita anche in volume in GDO.

Soffrono tutti i canali

Tuttavia, la congiuntura economica negativa influisce su tutti i canali di consumo. La survey di Nomisma a ottobre 2023 rivela che il 76% degli italiani ha consumato vino a casa propria o da parenti e amici nell’ultimo anno, mentre solo il 24% lo ha fatto in locali e ristoranti. Il 20% di coloro che consumavano vino a casa ha ridotto o smesso di farlo nel 2023, mentre il 21% ha ridotto i consumi fuori casa e il 4% ha smesso del tutto.

Per quanto riguarda le prospettive future, il 75% degli intervistati prevede che le abitudini di consumo di vino rimarranno stabili nei prossimi sei mesi, e solo il 5% prevede un aumento. Circa il 24% degli italiani intende iniziare o aumentare gli acquisti diretti dai produttori, mentre il 9% utilizzerà maggiormente i canali online.

Le differenze generazionali

Queste tendenze differiscono per generazione, con gli under 25 che si approcciano al vino in modo diverso rispetto alle generazioni precedenti, bevendo meno e preferendo consumare fuori casa.
Gli under 25 mostrano anche maggiore attenzione alla sostenibilità e sono interessati ai vini a minor contenuto alcolico. Emanuele Di Faustino, Responsabile Industria, Retail e Servizi di Nomisma, sottolinea come questi trend siano destinati a rafforzarsi ulteriormente.

Acquisti online: nel 2023 superano 54,2 miliardi di euro

Nel 2023 l’e-commerce di prodotto tocca 35 miliardi di euro, +8% rispetto al 2022. Una crescita più controllata rispetto agli anni scorsi, e in buona parte legata all’inflazione.
Secondo l’Osservatorio eCommerce B2c, giunto alla ventitreesima edizione, gli acquisti e-commerce B2c degli italiani valgono 54,2 miliardi di euro (+13%), con i servizi che vivono una ‘seconda giovinezza’, soprattutto grazie alle performance del settore Turismo e Trasporti (+30%), e il valore degli acquisti che raggiunge 19,2 miliardi di euro (+25%).
Il digitale ormai à essenziale per il Retail. “Dell’eCommerce viene particolarmente apprezzata la capacità di amplificare la relazione tra brand e consumatori e di estendere, in termini spazio-temporali, una visita occasionale e discontinua in negozio in una relazione potenzialmente continua”, commenta Valentina Pontiggia, Direttrice dell’Osservatorio eCommerce B2c. 

Il mercato B2c

Nel 2023 il tasso di penetrazione dell’online sui consumi totali, online e offline, guadagna un punto percentuale e arriva al 13%, con valori diversi nelle componenti di prodotto (11%) e di servizio (17%).
I comparti di prodotto più dinamici, con tassi di crescita in linea o superiori alla media (+8%), sono Beauty (+11%), Informatica ed elettronica di consumo (+8%) ed Editoria (+8%).
Crescono, seppur a ritmi più contenuti, anche Abbigliamento (+7%) e Arredamento e home living (+7%), mentre fatica il Food&Grocery (-0,5%).

La sfida per i merchant: flessibilità e sostenibilità

“L’e-commerce B2c online in Italia continua a crescere, anche se più lentamente rispetto agli ultimi anni, e ha assunto ormai una rilevanza tale da essere considerato centrale e indispensabile per l’evoluzione del Retail. Tuttavia, l’inflazione, i cambi normativi, l’attenzione crescente dell’opinione pubblica e delle istituzioni alla tutela dell’individuo – afferma Alessandro Perego, Responsabile Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano – rendono necessari continui interventi di trasformazione della catena del valore dell’e-commerce. Oggi la sfida per i merchant è orientata in particolar modo alla flessibilità e alla sostenibilità, per garantire il rispetto dei principi sociali e la salvaguardia dell’ambiente”.

Made in Italy e digitale, due leve chiave per l’export

Dopo l’accelerazione nell’ultimo triennio, il numero di consumatori digitali italiani si è stabilizzato a 33 milioni.
“Se da una parte i consumatori italiani sono alle prese con le dinamiche di inflazione e incertezza economica, specialmente nel settore alimentare e dei beni durevoli, è bene ricordare che le dinamiche di recessione non impattano direttamente, invece, quei consumatori di beni di lusso e di alta gamma nei settori come il Fashion, il Design, il Food, l’Automotive e la Cosmetica – aggiunge Roberto Liscia, Presidente di Netcomm -. È per tutte queste ragioni che le aziende devono poter sviluppare la propria offerta sfruttando due leve chiave per l’export: da una parte, ‘il Made in Italy’ come biglietto da visita per aprire le porte dei mercati esteri, dall’altra il ‘digitale’ come abilitatore per accedervi con maggiore semplicità”.

È possibile installare una vasca jacuzzi sul terrazzo di casa?

Le vasche Jacuzzi sono oggi diventate un elemento irrinunciabile per tantissime persone, che desiderano creare un’oasi di relax e benessere direttamente in casa.

Tanti sognano infatti di poter avere una vasca jacuzzi nei propri spazi esterni, come il terrazzo o il giardino. Ma è realmente possibile installare una vasca Jacuzzi sul terrazzo?

La risposta è “si”, a patto che vengano soddisfatti determinati requisiti strutturali e di sicurezza.

Per questo, di seguito esamineremo attentamente le valutazioni da considerare per determinare la fattibilità di tale soluzione.

Valutazione della portata e capacità di carico del balcone o terrazzo

La prima e più importante valutazione da effettuare è capire quale sia la portata e la capacità di carico del balcone o terrazzo.

Una vasca Jacuzzi infatti, anche se di dimensioni compatte, può pesare significativamente, specialmente quando è riempita d’acqua e ospita più persone. Pertanto, è essenziale assicurarsi che la struttura sia in grado di sopportare tale peso aggiuntivo.

È consigliabile per questo il consultare un ingegnere strutturale o altro tipo di professionista del settore per valutare la solidità del balcone o terrazzo.

Egli sarà in grado di analizzare la struttura portante ed i materiali, al fine di determinare se sia possibile installare una vasca jacuzzi senza compromettere la sicurezza del terrazzo.

Valutazione dell’accessibilità e delle restrizioni logistiche

Una volta che la portata e la capacità di carico del balcone o terrazzo sono state valutate positivamente, è importante considerare l’accessibilità e le restrizioni logistiche legate all’installazione della vasca idromassaggio.

Alcuni terrazzi potrebbero infatti avere spazi limitati, il che renderebbe difficile o impossibile il riuscire ad accedere al terrazzo, o muoversi facilmente attorno alla vasca una volta installata.

Per questo motivo, prima di procedere con l’acquisto di una piscina jacuzzi da esterno, è consigliabile misurare accuratamente il terrazzo e considerare le dimensioni e le specifiche tecniche del modello desiderato.

Tenendo conto delle misure sarà possibile avere la certezza che ci sia spazio sufficiente per la vasca senza che questa impedisca di potersi muovere facilmente.

Valutazione delle connessioni idrauliche ed elettriche

L’installazione di una vasca jacuzzi in terrazzo richiede anche la valutazione degli allacci idraulici ed elettrici disponibili.

In genere, una vasca richiede alimentazione elettrica per far funzionare i suoi componenti, come i getti d’acqua ed il sistema di riscaldamento. È necessario assicurarsi che in terrazzo sia presente almeno un punto in cui sia possibile effettuare l’allaccio per la corrente elettrica.

Allo stesso modo, sarà necessario considerare l’allaccio idraulico per l’approvvigionamento d’acqua e lo scarico. Sarebbe importante avere almeno un punto in cui sia possibile effettuare l’allaccio per gestire correttamente lo scarico dell’acqua.

Valutazione dell’impatto sulla privacy e normative locali

Infine, è importante valutare l’impatto dell’installazione di una vasca Jacuzzi sul terrazzo in termini di privacy e conformità alle normative locali.

Se il terrazzo è visibile da edifici adiacenti o da strade pubbliche, potrebbe essere necessario prendere in considerazione l’idea di adottare misure aggiuntive per preservare la privacy durante l’uso della mini piscina.

Inoltre, alcune aree possono essere soggette a regolamenti specifici riguardanti l’installazione di strutture esterne fisse, incluse le vasche Jacuzzi.

Ciò è vero principalmente nei centri storici e nei pressi determinati beni architettonici e siti storici; per questo è fondamentale verificare le norme e i regolamenti locali prima di procedere con l’installazione, in modo da evitare sanzioni o problemi legali in futuro.

Conclusione

L’installazione di una vasca jacuzzi sul terrazzo può essere una fantastica idea per avere una ottima opportunità di benessere senza la necessità di uscire da casa.

Chiaramente, è essenziale effettuare una valutazione accurata prima di procedere con l’installazione. Valuta la portata e la capacità di carico del tuo balcone o terrazzo prima di ogni altra cosa, per avere la certezza della fattibilità.

Ricorda infatti che la sicurezza è prioritaria quando si desidera installare una vasca idromassaggio sul terrazzo. Consulta sempre professionisti qualificati per una valutazione accurata e segui le linee guida del produttore per un’installazione sicura.

Prenditi tutto il tempo necessario per fare le tue valutazioni e, se tutto è positivo, potrai goderti la tua vasca jacuzzi in terrazzo, creando un’oasi personale di benessere e relax in casa.

e-commerce: aziende e utenti lo vogliono eco sostenibile

Sono tante le aziende alla ricerca di soluzioni affinché l’e-commerce diventi eco sostenibile e comporti pochi rischi per l’ambiente. Dai dati raccolti da uno studio di B-Rewards risulta evidente un’attenzione sempre più crescente da parte degli utenti verso forme sostenibili di acquisti. Gli acquisti degli utenti ora sono orientati verso prodotti naturali e Made in Italy, di qualità e con emissioni zero. L’utente che acquista un prodotto di buona qualità al contempo aiuta l’ambiente. 
Ed è per questo che le aziende si stanno aprendo a scelte ambientaliste, come l’utilizzo di mezzi di trasporto elettrici, o la destinazione di una parte del prezzo di un prodotto alla piantumazione di nuovi alberi.

L’online aiuta le piccole realtà aziendali

Per molto tempo si è pensato che l’e-commerce minasse la presenza di piccoli negozi locali e artigiani. La realtà è diversa, perché esistono realtà online, come B-Rewards, che permettono alle Pmi di entrare in un circuito virtuoso grazie a un e-commerce con tutte le funzionalità necessarie. Anche i piccoli negozi locali possono infatti essere presenti sul web, raggiungendo così migliaia di nuovi clienti, e proponendo i propri manufatti anche a grandi imprese produttrici, che necessitano di competenze artigianali e materie prime. Ma l’e-commerce porta anche ulteriori vantaggi, perché combatte l’inflazione, garantisce più scelta e più offerte, e la spedizione di prodotti con meno utilizzo di mezzi di trasporto propri.

I clienti richiedono il brand sostenibile

Il brand sostenibile è molto richiesto dai clienti, sempre più attenti ai temi ambientali. Questo è un altro motivo per il quale l’e-commerce ingloba produttori Made in Italy, non solo per questioni di qualità e marchio, ma anche di spedizione e trasportabilità delle merci. Molte aziende sono infatti corse ai ripari cercando di ottimizzare la logistica in modo sostenibile. Inoltre, gli imballaggi eco-friendly per le spedizioni rappresentano una scelta che molte imprese stanno adottando.

L’economia circolare è la soluzione giusta

Dallo studio effettuato da B-Rewards sono emersi alcuni fattori che potrebbero portare l’e-commerce a una riduzione dell’impatto ambientale nel futuro: ottimizzazione dello spazio fisico per effettuare più consegne con meno viaggi, facilitare i contatti pre-consegna, ovvero scegliere quando e dove ricevere il pacco, formazione di gruppi di aziende e produttori locali per spedizioni uniche di più prodotti, utilizzo di imballaggi con carta riciclata e meno ingombranti, e affidare le spedizioni ad aziende che utilizzano mezzi poco inquinanti. L’economia circolare poi potrebbe essere una delle soluzioni per avere meno impatto sull’ambiente, anche quando si acquista online. L’originalità e la qualità unite al Made in Italy, e a un e-commerce che va verso la sostenibilità ambientale, è un mix che può coesistere e portare a grandi risultati.

Spesa online e abitudini di consumo: nel 2022 più healthy e praticità

È quanto emerge dal quarto Report Annuale di Everli relativo ai trend per la spesa online degli italiani nel 2022: le parole chiave della spesa online degli italiani sono state salubrità e praticità. Se frutta e verdura hanno infatti continuato a trainare gli acquisti contemporaneamente è cresciuto il consumo di alimenti salva-tempo.  Una tendenza healthy in crescita che si riflette anche in nuove abitudini alimentari. Nel 2022, merendine e dolci escono per la prima volta dalla top 10 dei prodotti più comprati, mentre frutta e verdura continuano a primeggiare nel carrello online degli italiani, confermandosi per il terzo anno consecutivo in vetta alle categorie di prodotto più acquistate. 

Tra i più acquistati anche cibi salva-tempo e bevande

Compaiono però nella classifica delle categorie più acquistate anche molti cibi pronti per essere gustati, come formaggi fusi a fette (3°), spalmabili (5°), e mozzarella (7°), il prosciutto (6°) e alcuni ‘convenience food’, come sughi pronti (8°) e carne o pesce in scatola (10°). Ma nel 2022 gli italiani hanno scelto la spesa online anche per l’acquisto di bevande. Tra le categorie di prodotto più acquistate 3 su 10 riguardano il mondo beverage: l’acqua minerale sale al 2° gradino del ranking dei 10 prodotti più comprati nel 2022, vino e birra (4°) tornano in graduatoria dopo un’assenza di tre anni ed entrano per la prima volta nella top 10 le bibite gassate (9°).

Crescono gli ordini effettuati via smartphone

Secondo Everli nel 2022 gli acquisti hanno registrato un picco importante da gennaio a marzo, prima dell’insorgere dell’instabilità globale. Quanto alle abitudini di spesa settimanali, venerdì e lunedì sono stati i momenti più gettonati per dedicarsi alla spesa online e gli acquisti ‘on-the-go’ si confermano la soluzione preferita, con un numero crescente di ordini effettuati via smartphone. Sono infatti 7 utenti su 10 ad affidarsi all’app quando si tratta di fare la spesa online. Ed è proprio la possibilità di guadagnare tempo a rendere questa prassi particolarmente vantaggiosa. Lo scorso anno la spesa online ha permesso un risparmio medio di 70 km e 10 ore per utente.

Roma è la più salutista, la Lombardia la più golosa

Se nel corso del 2022 Roma è stata la città che ha acquistato il maggior numero di prodotti ortofrutticoli il podio regionale vede a pari merito Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Nel ranking delle province con i maggiori acquisti di frutta e verdura entrano infatti anche Milano (2°), Padova (6°), Varese (8°) e Verona (9°), che si affiancano a Bologna (4°) e Forlì-Cesena (10°).
La regione più golosa è la Lombardia, con Varese (3°), Milano (4°), Bergamo (6°) e Brescia (8°) tra le 10 città in cui si sono registrati gli ordini maggiori di dolciumi, ma a livello provinciale Roma detiene anche questo primato. I consumi più significativi di carne e pesce poi si sono registrati a Torino, ma è in Friuli-Venezia Giulia che sono stati effettuati il maggior numero acquisti.

Black Friday e Natale: quest’anno gli italiani spenderanno meno

Quest’anno gli italiani spenderanno circa 260 euro durante le festività, decisamente meno rispetto al 2021. In crescita, durante il Black Friday, solamente l’acquisto di libri, prodotti per la casa, e soprattutto viaggi e vacanze, per i quali, dopo due anni di ‘chiusura’, sembra non si voglia più rinunciare. Di fatto, il 90% degli italiani è decisamente preoccupato per l’aumento senza precedenti del costo della vita. L’80% è poi in apprensione per il cambiamento climatico e la guerra tra Russia e Ucraina, con i giovanissimi che hanno dubbi sul nuovo Governo, e non ultimo, sul contesto lavorativo.
Queste le principali evidenze emerse dalla prima edizione dell’Italy Shopping Outlook di Bain & Company Italia, realizzato in collaborazione con Taluna per analizzare le abitudini di consumo di oltre 1000 consumatori.

Gli uomini spendono più delle donne

Il clima di forte preoccupazione si traduce in una significativa riduzione della disponibilità di spesa per le festività in tutte le fasce di reddito, a eccezione dei più abbienti, unico segmento in decisa controtendenza: il 60% dichiara che spenderà più dello scorso anno.
“Il 58% degli intervistati sfrutterà decisamente già il periodo del Black Friday per le spese natalizie – spiega Andrea Petronio, senior partner e responsabile della practice Retail di Bain & Company Italia -. Gli uomini spenderanno di più delle donne, circa 280 euro contro i 234 della popolazione femminile, e la generazione dei Boomer sarà come sempre la più generosa, considerate le maggiori disponibilità economiche”.

In crescita libri, prodotti per la casa e viaggi e vacanze

Per il Black Friday le categorie in cima alla classifica sono abbigliamento, alimentari e bevande, la cura della persona (soprattutto da parte delle donne) e l’elettronica (soprattutto da parte gli uomini), sempre però con preventivi di spesa in decisa riduzione rispetto al 2021. In controtendenza, invece, il segmento dei libri, prodotti per la casa, e soprattutto viaggi e vacanze, con il 65% degli italiani che però preferirà restare entro i confini nazionali.

La sostenibilità si scontra con l’esigenza di risparmiare

Tra i criteri che guidano le scelte di spesa degli italiani, la sostenibilità dei prodotti, spinta anche dalle crescenti preoccupazioni per l’ambiente, al primo posto secondo il 45% degli intervistati. Questo si scontrerà però con la sempre più marcata esigenza di ricorrere a ‘primi prezzi’, marchi del distributore, e in generale, prodotti scontati.
“In termini di canali, invece, per la metà degli italiani lo shopping avverrà sempre con prevalenza direttamente presso negozi fisici, ricorrendo agli specialisti on line nel 20% dei casi – aggiunge Andrea Petronio -, e una decisa crescita di modalità omnicanale per un terzo degli intervistati”.

La spesa dei single: i consigli per farla intelligente e senza sprechi

In occasione del World Single Day del’11 novembre, Deliveroo, in collaborazione con la tiktoker @ViolaintheSky, ha stilato un decalogo pensato per chi vive da solo o da sola per organizzare la spesa in modo intelligente e attenta agli sprechi. Si tratta di utili consigli per scegliere i giusti cibi e conservarli al meglio, ottimizzare i prodotti in scadenza e riutilizzare gli avanzi. Per chi vive da solo, o da sola, non sempre è facile fare la spesa. Le porzioni al supermercato sono spesso per due persone, o formato famiglia, e regolarsi con le quantità degli ingredienti può rivelare insidie o possibili sprechi di prodotto e di cibo.
 
Come conciliare risparmio e cucina?

Conciliare risparmio e cucina per chi è single non è sempre un gioco da ragazzi. Deliveroo lo ha chiesto alla tiktoker Viola Leporatti. 
Per gestire al meglio la spesa tra i fornelli, la cuoca toscana, digital creator e appassionata di cucina in chiave antispreco, consiglia anzitutto di fare particolare attenzione a quantità e peso dei prodotti preconfezionati. In questo modo, si evitano sprechi riuscendo a essere più efficienti.
Inoltre, via libera ai prodotti surgelati. Sarà possibile usarne un po’ per volta prelevando dalla confezione e scongelando solo la quantità che serve. Oppure, si possono surgelate direttamente a casa tutte le preparazioni che non si cucinano, come ragù, sughi, spezzatini di carne e zuppe.

Congelare il pane e utilizzare lo yogurt in scadenza

Anche il pane avanzato può essere tagliato interamente quando è ancora fresco e riposto già a fette in congelatore. Basterà tirarle fuori 30 minuti prima o scongelarlo rapidamente in un tostapane. Attenzione poi ad acquistare in grandi quantità solo se si ha intenzione di fare preparazioni in conserva, come salsa di pomodoro, funghi secchi, melanzane sott’olio o cetrioli sott’aceto. In questo ultimo caso, utilizzare vasetti piccoli in modo da consumare con facilità tutto il prodotto in poche volte. E se si ha dello yogurt bianco in scadenza, si può utilizzare per marinare bocconcini di pollo o tacchino. Con l’aggiunta di spezie, basterà lasciarlo in frigorifero per almeno un’ora, e dopo aver rimosso l’eccesso di marinatura cuocerlo in padella con un filo d’olio.

Via libera alla sperimentazione

Gli avanzi non vanno gettati, ma riposti in contenitori ermetici e poi in frigo in modo da utilizzarli in un pasto successivo, magari cambiandogli consistenza. Ad esempio, zucchine lesse o trifolate avanzate, una volta frullate, diventano un sano e gustoso condimento per pasta, riso o altri cereali. Per i dolci, non esistono solo le grandi e imponenti torte. Prediligere formati più piccoli e facilmente gestibili come muffin e pastarelle. Oppure, i biscotti, più facili da conservare. E quando non si deve temere il giudizio di nessuno via libera alla sperimentazione. Soprattutto con l’utilizzo di spezie ed erbe aromatiche per scoprire nuovi sapori e abbinamenti.

Black Friday, come arrivare preparati?

Per i patiti dello shopping e cercatori di ottimi affari il Black Friday è un’autentica manna: un momento in cui si può davvero acquistare ciò che si desidera da tempo a condizioini spesso vantaggiosissime. Certo, per non farsi sfuggire nessuna occasione d’oro occorre un po’ di tecnica e di pianificazione. Per arrivare preparati all’appuntamento con il Black Friday, che come di consueto coincide con l’ultimo venerdì di novembre – quest’anno sarà il 25 – vale la pena seguire i consigli degli esperti, come il colosso Media World o i giganti dell’ecommerce.  

Essere informati e iscriversi alle newsletter 

Secondo gli addetti ai lavori, il primo consiglio utile è quello di iscriversi alle newsletter dei negozi di proprio interesse, perchè vale la pena approfittare dell’opportunità dato che così è possibile rimanere costantemente aggiornati sulle promozioni che vengono lanciate, ma non solo. Si possono conoscere in anteprima gli sconti che saranno proposti in occasione del Black Friday, in modo da non rischiare di farseli scappare. Iscriversi alla newsletter è semplicissimo: basta andare nel portale ufficiale del negozio e cliccare sull’apposito link, dunque inserire la propria mail. Se poi si cambia idea, basta sospendere l’iscrizione con le stesse modalità. Un altro strumento prezioso da monitorare sono i volantini in prossimità del Black Friday: diversi negozi infatti anticipano alcune promozioni proprio in questa modalità.

Registrarsi online, lista alla mano

Alcune delle migliori offerte del Black Friday si trovano online, dove la disponibilità di prodotti a magazzino è più ampia ed è più difficile che i prodotti esauriscano velocemente. Per questo motivo, conviene registrarsi allo shop online con un po’ di anticipo, in modo da non doverlo fare nel momento in cui si deve procedere con l’acquisto. Evitare qualsiasi procedura che potrebbe far perdere tempo prezioso è fondamentale, per non lasciarsi scappare nessuna occasione. Altrettanto utile può essere preparare in anticipo una lista di tutto quello che si desidera acquistare in occasione del Black Friday. In molti infatti rimandano proprio a tale giornata alcuni acquisti, nella speranza di poter approfittare di un prezzo ribassato e si tratta sicuramente di un’ottima idea. Avere una lista già pronta consente di non dimenticare nulla e nel contempo evitare di farsi prendere dalla foga di comperare. Può essere utile anche pensare a qualche alternativa, nel caso in cui un determinato modello non fosse disponibile. Infine, c’è il fattore tempo: anche se è vero che il Black Friday difficilmente dura una sola giornata, è altrettanto vero che le migliori occasioni sono le prime ad esaurirsi: farsi trovare pronti in negozio o collegati on line il prima possibile, appena scattano gli sconti, ripaga  in termini di successo.

Arrivano gli incentivi auto 2022: bonus tra 2.000 e 5.000 euro

È ufficiale: anche per il 2022 sono disponibili i bonus per l’acquisto di un veicolo a basse emissioni di CO2. Da martedì 17 maggio i contratti d’acquisto di veicoli a due e quattro ruote non inquinanti potranno infatti ottenere un bonus tra 2.000 e 5.000 euro. Gli incentivi auto 2022 prevedono uno stanziamento di 650 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022-2023-2024, somma che rientra tra le risorse approvate dal Governo nel Fondo automotive, per il quale è stata prevista una dotazione finanziaria complessiva di 8,7 miliardi di euro fino al 2030. In particolare, la somma per il 2022 viene riparta per l’acquisto di auto di categoria M1 (elettriche, ibride plug-in, endotermiche a basse emissioni), e motocicli e ciclomotori (non elettrici, elettrici), e commerciali di categoria N1 e N2.

Aggiornati anche i limiti di prezzo di listino

Per le auto con emissioni comprese tra 0-135 g/km CO2, Euro 6, sono stati aggiornati i limiti di prezzo di listino del veicolo nuovo e gli importi dei contributi concessi, tenuto conto della fascia di emissione e della presenza del veicolo da rottamare.
Per la fascia 0-20 g/km CO2 il prezzo di listino non deve essere superiore a 35.000 euro e il contributo è di 3.000 euro senza rottamazione e 5.000 euro con rottamazione. Per la fascia 21-60 g/km CO2 il prezzo di listino non deve essere superiore a 45.000 euro e il contributo è di 2.000 euro senza rottamazione e 4.000 euro con rottamazione. Per la fascia 61-135 g/km CO2 il prezzo di listino non deve essere superiore a 35.000 euro e il contributo è di 2.000 euro esclusivamente con la rottamazione.

Contributi anche per veicoli in car-sharing

Possono accedere a tali contributi le persone fisiche, mentre le persone giuridiche, a cui è riservata una quota del 5% delle risorse stanziate per la categoria M1, possono prenotare i contributi solo per le fasce 0-20 e 21-60 g/km CO2 se i veicoli sono impiegati in car-sharing con finalità commerciali. Per motocicli e ciclomotori sono stati introdotti anche contributi per i veicoli non elettrici (40% del prezzo di acquisto fino a 2.500 euro). Il contributo è riconosciuto solo alle persone fisiche che acquistano un veicolo non inferiore a euro 5 e rottamano un veicolo della stessa categoria. Il contributo, per le Pmi, comprese le persone giuridiche, è previsto esclusivamente per i veicoli con alimentazione elettrica con contestuale obbligo di rottamazione.

Cambiano gli importi per le categorie N1 e N2

Cambiano gli importi dei contributi per i veicoli di categoria N1. riporta Adnkronos: 4.000 euro con MTT fino a 1,5 tonnellate, 6.000 euro con MTT superiore a 1,5 e fino a 3,5 tonnellate. Per i veicoli di categoria N2, 12.000 euro con MTT superiore a 3,5 e fino a 7 tonnellate, e 14.000 euro con MTT superiore a 7 e fino a 12 tonnellate. Sono stati inoltre stabiliti i requisiti per il mantenimento della proprietà del veicolo acquistato con l’incentivo, ovvero, 12 mesi nel caso di acquirente persona fisica e 24 mesi nel caso di persona giuridica.