Mese: Gennaio 2026

Le famiglie italiane si parlano in modalità… digitale

Le famiglie oggi comunicano sempre più spesso attraverso uno schermo. Succede un po’ in tutte le relazioni,  ma i numeri aiutano a capire quanto il digitale sia diventato parte integrante della quotidianità familiare.

Una recente ricerca di Kaspersky fotografa quella che è ormai una realtà: in Italia il 95% delle persone mantiene i contatti con i familiari grazie a strumenti digitali. Un dato che racconta tanto della società attuale. 

La casa è anche un luogo online

Messaggi vocali, chat di gruppo, videochiamate: la comunicazione familiare si muove sulle app. Secondo lo studio, l’87% degli italiani usa regolarmente servizi di messaggistica come WhatsApp o Telegram per parlare con i propri cari. Le videochiamate, pur restando uno strumento preziosa per accorciare le distanze, sono scelte dal 49% degli intervistati. C’è poi un altro linguaggio, più leggero ma potentissimo: meme, post e contenuti condivisi, che coinvolgono il 43% delle famiglie e spesso dicono più di mille parole.

Non è solo una questione di comunicazione. La digitalizzazione ha cambiato anche il modo di stare insieme nel tempo libero, trasformando smartphone e smart TV in nuovi spazi comuni.

Quando la connessione diventa una questione di sicurezza

Più tempo online significa anche più attenzione da dedicare alla sicurezza. Lo scambio continuo di messaggi e contenuti espone le famiglie a rischi spesso sottovalutati: tentativi di phishing, truffe mascherate da comunicazioni innocue, attacchi di social engineering sempre più raffinati. Anche chi si considera esperto può cadere in errore, soprattutto quando il messaggio sembra arrivare da una persona fidata.

Gli esperti invitano a non abbassare la guardia: autenticazione a due fattori, password diverse per ogni account, attenzione a link e allegati e l’uso di soluzioni di sicurezza affidabili sono piccoli gesti che possono fare una grande differenza.

Account condivisi: meglio fare attenzione 

Guardare un film insieme resta un classico rituale: il 67% delle famiglie italiane sceglie questa attività e il 40% utilizza account di streaming condivisi. Meno diffusi i videogiochi online, che coinvolgono solo il 19%, anche se tra i più giovani, a livello globale, la percentuale cresce sensibilmente.

Condividere le credenziali è sicuramente comodo, ma espone anche a qualche conseguenza. Un solo dispositivo compromesso può aprire la porta a intrusioni più vaste, soprattutto se la stessa password viene riutilizzata altrove. Da qui il consiglio di affidarsi a un gestore di password, utile anche per coinvolgere tutta la famiglia in un uso più consapevole del digitale.

Proteggersi insieme, anche online

“Con lo spostamento della vita familiare online emergono opportunità straordinarie, ma anche nuovi rischi”, osserva Marina Titova, Vice President for Consumer Business di Kaspersky. Bambini e anziani, in particolare, possono essere più esposti. Prendersi cura gli uni degli altri oggi significa anche insegnare, condividere regole e proteggere la propria privacy digitale. Un modo moderno, ma necessario, di voler bene.

Storage: come affrontare la crescita di dati nel 2026

Secondo le previsioni di IDC, il fabbisogno globale di archiviazione dei dati raggiungerà circa 20.000 exabyte entro il 2029, quasi il doppio rispetto alla capacità richiesta nel 2025.
La diffusione dell’AI generativa, l’aumento dei dati ad alto valore e la rapida evoluzione degli ambienti cloud, enterprise e di sorveglianza stanno accelerando la domanda di soluzioni di archiviazione di dati sempre più capienti ed efficienti.

Il principale motore della domanda di storage sarà la crescita esplosiva dei workload di AI, affiancata dalla continua espansione del cloud computing e dell’IoT.
Sono alcune tendenze per il 2026 evidenziate da Toshiba Electronics Europe.

SSD e HDD nei data center hanno ruoli complementari

I grandi volumi di dati generati dai modelli di AI generativa e agentica stanno producendo enormi volumi di dati che richiedono infrastrutture affidabili e scalabili per essere archiviati, elaborati e conservati sia per esigenze normative sia per finalità analitiche. Ma per TrendForce, la carenza di HDD nearline porta a tempi di consegna che vanno da poche settimane a un anno.

Le applicazioni di AI si basano su enormi volumi di dati, con gli SSD che gestiscono l’elaborazione e gli HDD l’archiviazione.
Nei data center, HDD e SSD hanno infatti ruoli complementari. Gli SSD garantiscono prestazioni elevate per carichi di lavoro intensivi, mentre gli HDD, più economici per terabyte, sono ideali per l’archiviazione su larga scala. 

Gli HDD continuano a dominare il mercato e sono in continua evoluzione

Nonostante la continua innovazione, Gartner prevede che entro il 2026 gli HDD rappresenteranno il 68% della capacità totale disponibile e la maggior parte saranno HDD nearline da 3,5 pollici ad alta capacità, realizzati su misura per le esigenze dei data center cloud e aziendali.

Contemporaneamente Toshiba continua a investire nelle attività di ricerca e sviluppo per fornire unità con capacità superiori, maggiore efficienza energetica e affidabilità. Recentemente, Toshiba ha testato la tecnologia di impilamento a 12 piatti con Microwave-Assisted Magnetic Recording (MAMR), che consentirà la realizzazione di HDD da 40TB nel formato da 3,5 pollici entro il 2027.

Sostenibilità: si investe in soluzioni ad alta efficienza energetica

In un settore sempre più attento all’impatto ambientale dei data center, Toshiba continua a investire in soluzioni ad alta efficienza energetica. Gli HDD enterprise riempiti a elio riducono attrito, calore e consumi, migliorando il rapporto watt/terabyte e contribuendo a soluzioni più sostenibili.

L’HDD Innovation Lab di Toshiba svolge un ruolo chiave nel supportare partner e clienti fornendo servizi di benchmarking e analisi energetica, ottimizzando le configurazioni di archiviazione in termini di prestazioni ed efficienza energetica. Recenti report di laboratorio dimostrano che i moderni sistemi HDD possono ridurre il consumo energetico attivo sotto a 600W per JBOD a 60 alloggiamenti, con un raffreddamento efficiente e un throughput elevato.