Economia

Milano e Lombardia: architettura e design abitano qui

Milano si conferma la capitale italiana dell’architettura e del design, e le altre province della Regione la seguono a ruota. Lo rivelano i numeri della Camera di Commercio: le imprese del settore di Milano concentrano 3,5 miliardi di fatturato, che arrivano a 5 includendo Monza. Non solo: il capoluogo lombardo riunisce quasi 12 mila addetti che raddoppiano con la Brianza e vanta 3.548 imprese che diventano circa 6 mila con Monza Brianza e Lodi.

Un comparto che cresce

In particolare, negli ultimi cinque anni è aumentata a Milano la concentrazione del settore legno e arredo: + 3,3% per le 3.548 imprese grazie ai designer specializzati (+19,5%, rispetto a un dato lombardo e italiano intorno al +10%). Un quadro di crescita, secondo i dati della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi al terzo trimestre 2017, anche negli scambi.

Exploit per l’export

Boom dell’export milanese in un anno, + 24%, che tocca i 263 milioni. Il capoluogo si posiziona sesto nella classifica nazionale dell’export, dopo Treviso, Monza, Pordenone, Como, Udine. Ha dichiarato Elena Vasco, Segretario Generale della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi: “La Triennale è parte importante di una Milano capace di continua innovazione. Il tema scelto quest’anno, ‘Broken Nature’, è dedicato all’ambiente nel quadro di un’architettura attenta alla conservazione del territorio e proiettata verso il futuro. In una fase di crescita delle imprese milanesi, grazie soprattutto al design, la XXII Esposizione è un punto di riferimento attrattivo aperto al mondo”.

Architettura, mobili e design in Lombardia

In questo comparto, sono 14 mila le imprese attive in Lombardia, 56 mila gli addetti e 8,7 miliardi il business generato. A livello nazionale, le imprese del settore architettura, mobili e design sono 73 mila, 260 mila gli addetti e 29 miliardi il giro d’affari. Milano concentra 3,5 miliardi di fatturato, che arrivano a 5,3 includendo Monza e Lodi, quasi 12 mila addetti che raddoppiano a 24 mila con anche Monza e Lodi, 3.548 imprese che diventano 6.159 con Monza e Lodi. Un settore orientato all’estero con 3 miliardi di scambi in un anno per la Lombardia su un totale italiano di circa 12.

Le performance dell’import/export

La Lombardia esporta 1,6 miliardi nel settore legno-arredo su un totale nazionale di 5,7 miliardi. Prima Monza (455 milioni), poi Como (367 milioni), Milano (263 milioni), Brescia (136 milioni), Bergamo (111 milioni). Dopo Milano con +24% in un anno, crescono Pavia (+17%, 18 milioni), Varese (+12%, 44 milioni).

L’effetto Donald Trump frena l’export italiano

Le mosse di Donald Trump hanno un potente effetto non solo sulla politica internazionale, ma anche e sopratutto sull’economia globale. In un clima di protezionismo a favore dei prodotti a stelle e strisce, l’atteggiamento del presidente degli Stati Uniti d’America ha contribuito a frenare le esportazioni Made in Italy negli States. L’export oltreoceano ha infatti segnato una pesante battuta d’arresto, anche su prodotti tradizionalmente amatissimi dagli americani, come il vino e il food.

Esportazioni calate dell’1,1%

Il calo relativo alle esportazioni verso gli Stati Uniti è valutato nell’1,1%. Lo rivela la Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero ad agosto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “La nuova strategia USA ‘America First’ sembra avere i primi effetti dovuti ad una politica monetaria aggressiva e un atteggiamento forse più neoprotezionista nei consumi. Si tratta di un segnale preoccupante che trova conferma anche nell’andamento del vino che è il principale prodotto agroalimentare italiano esportato negli Usa” afferma la Coldiretti in una nota diffusa recentemente. Che aggiunge: “Dopo anni di crescita ininterrotta le esportazioni vinicole italiane hanno invertito la tendenza con un segno negativo e sono ammontate, a 1.497.710 ettolitri per un valore di 779 milioni di dollari e 91mila, contro 1.501.130 ettolitri, per un valore di 779 milioni di dollari e 179mila nei primi sette mesi dell’anno in corso rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno”.

Soffre l’intero comparto agroalimentare

L’export agroalimentare italiano verso gli Stati Uniti – afferma la Coldiretti – vale complessivamente 3,8 miliardi di euro ed è costituito per la metà dai comparti del vino (1,3 miliardi, il 35% del totale) e dell’olio (circa 500 milioni, pari al 13%), ma rilevante è anche il peso delle esportazioni di formaggi e latticini (289 milioni di euro, 8% del totale), pasta (244 milioni, pari al 6%), prodotti dolciari (198 milioni, 5%) e ortofrutta trasformata (196 milioni, 5%).

Quello americano, prosegue l’associazione dei produttori, rappresenta per l’agroalimentare italiano il primo mercato di esportazione fuori dai confini comunitari per un valore che è pari al 10% del totale.

America First, per l’Italia meglio di no

Non resta che augurarsi che la politica “America First” non prosegua così come indicato da Trump durante la sua durissima campagna elettorale. Se l’atteggiamento non cambierà, per l’economia italiana si tradurrebbe in una possibile perdita fino a 1,4 miliardi di euro nelle esportazioni verso gli Stati Uniti, di cui oltre trecento milioni nel solo settore agroalimentare.