La GenZ probabilmente è la prima generazione veramente globale, quindi, anche nei Paesi conservatori, ha opinioni più aperte sui temi della sessualità e del genere. Tanto che il 17% della GenZ si identifica come LGBT+ rispetto all’11% dei Millennials, al 6% della Generazione X e al 5% dei Boomers.
L’Ipsos LGBT+ Pride 2024 condotto in 26 Paesi rileva permangono divari di genere, generazionali e geografici su diverse questioni. Ad esempio, il sostegno alle unioni omosessuali varia notevolmente da Paese a Paese: se in Svezia l’86% è favorevole al matrimonio/riconoscimento legale delle unioni omosessuali in Turchia lo è il 37%.
Insomma, un’ondata di bandiere multicolori un mese all’anno non significa che la lotta per la parità dei diritti per la comunità LGBT+ sia stata vinta.
Sì a legalizzare le unioni omosessuali
Una forte maggioranza (71% in 23 Paesi, -3% dal 2021) concorda sul fatto che le coppie omosessuali dovrebbero essere autorizzate a sposarsi o legalizzare la loro relazione.
In Italia il 77% è favorevole a una qualche forma di riconoscimento legale per le coppie dello stesso sesso. Nello specifico il 58% è favorevole al matrimonio egualitario e il 19% al riconoscimento legale, mentre i contrari sono il 10%.
Anche il sostegno verso le adozioni varia tra i diversi Paesi oggetto dell’indagine, con l’82% della Thailandia a favore e il 29% della Turchia contrario. In Italia, la maggioranza assoluta (66%) è favorevole alle adozioni per le coppie omosessuali, mentre il 30% è contrario.
Persone transgender ancora discriminate
Se negli ultimi anni è evidente una maggiore apertura dei confronti del matrimonio egualitario, al contrario c’è una preoccupazione diffusa per le discriminazioni subite dalle persone transgender. Una media globale del 66% afferma che sono molto discriminate nella società attuale.
Il 72% sostiene che dovrebbero essere protette da discriminazioni sul lavoro, nell’alloggio e nella socialità. Nonostante queste posizioni di sostegno, solo la metà (51% nei 26 Paesi) è d’accordo sul fatto che le persone transgender dovrebbero essere autorizzate a utilizzare bagni o spogliatoi che corrispondono al genere con cui si identificano, mentre il 34% si oppone.
Il 50% è poi d’accordo che i documenti d’identità rilasciati dal governo debbano includere un’opzione diversa da ‘maschio’ e ‘femmina’.
Ragazze GenZ più solidali dei coetanei
Di fatto, le donne GenZ sono più propense dei coetanei maschi a sostenere diritti e protezioni per le persone LGBT+. Per il 65% delle donne GenZ le coppie dello stesso sesso devono potersi sposare legalmente, contro il 45% dei GenZ uomini.
La discordanza tra i sessi nella GenZ si estende anche ad altre questioni relative ai diritti LGBT+, come l’importanza di leggi che proibiscano la discriminazione basata sull’orientamento sessuale nell’occupazione, nell’educazione, nell’alloggio e nei servizi sociali.
Inoltre, le donne della GenZ tendono ad appoggiare maggiormente le aziende e i marchi che si impegnano attivamente per l’uguaglianza delle persone LGBT+ (58% vs 37% uomini).


