Mese: Dicembre 2025

eCommerce Delivery: un mercato più grande, più maturo, più competitivo

Il Delivery IndexQ3 2025, realizzato da Netcomm in collaborazione con Poste Italiane restituisce l’immagine di un ecosistema e-commerce in cui i volumi aumentano, la concentrazione cresce, le abitudini di acquisto si stabilizzano, la logistica diventa un fattore decisivo per la competitività
La crescita dei grandi marketplace e l’espansione delle categorie ricorrenti impongono ai merchant una strategia sempre più integrata tra assortimento, servizio e post-vendita.

Allo stesso tempo, corrieri e operatori logistici devono migliorare flessibilità, capacità stagionale e sostenibilità.
È un mercato che chiede più velocità, più precisione e più personalizzazione. Ma soprattutto, chiede un’evoluzione continua: perché l’e-commerce non è più solo un canale, è la nuova infrastruttura della distribuzione italiana.

Rispetto al 2024 +8,5% di spedizioni 

Il 2025 si conferma un anno di forte avanzamento per l’e-commerce italiano. La componente logistica, elemento chiave per la competitività dei merchant, registra un incremento rilevante. Tra gennaio e il terzo trimestre 2025 sono stati movimentati 612 milioni di pacchi, contro i 564 milioni dello stesso periodo del 2024, con una crescita complessiva del +8,5%.

L’aumento dei volumi non riflette soltanto una crescita quantitativa, ma segnala una progressiva maturazione del mercato. A trainare questa dinamica non sono solo gli shopper fidelizzati, ma nuove fasce di popolazione che hanno normalizzato l’acquisto digitale come canale di riferimento.
Dal punto di vista geografico, il Nord-Ovest si conferma l’area con la maggiore incidenza (27,4% delle spedizioni, –0,7%), il Nord-Est cresce dell’1,1% (21,9%), Centro, Sud e Isole sono sostanzialmente stabili.

Tre pacchi su quattro partono dai primi 8 merchant

Nel 2025, il 74,2% dei pacchi spediti è generato dai primi 8 merchant, mentre il restante 25,8% è attribuibile a tutti gli altri operatori.
Amazon registra un incremento dello 0,6%, Temu e Vinted crescono entrambe dello 0,8%, e Redcare segna un +0,5%, confermando l’espansione del segmento Salute e Benessere (18,9% del totale, +1,4%).
Al contrario, i brand più maturi, come eBay, mostrano un leggero calo (–0,7%).

Le categorie ad acquisto frequente, come Abbigliamento, sport e accessori (23,6%), (Informatica ed elettronica di consumo, 16,3%), salute, bellezza, pet, enogastronomia stanno costruendo una nuova normalità nel delivery, trasformando il modello logistico da occasionale a ricorrente.

Resi: l’indicatore della qualità per l’esperienza d’acquisto

Nel 2025 l’incidenza media dei resi si attesta al 5,7%, in calo di 0,6 punti percentuali rispetto al 2024.
Il dato medio nasconde tuttavia differenze significative tra le principali macro-categorie.

L’Abbigliamento, sport e accessori presenta l’incidenza più elevata (7,4%), seguito da Informatica ed elettronica (6,1%). Salute e Benessere e Food & Grocery si collocano entrambe al 5,5%, mentre l’Editoria registra il valore più contenuto (5,3%).
Le differenze riflettono il diverso livello di rischio percepito e di soggettività nella scelta del prodotto, confermando il reso come un indicatore chiave della qualità dell’esperienza di acquisto.

Natale 2025: per consumi e regali tredicesime più ricche

Quest’anno l’ammontare complessivo delle tredicesime nette si attesta su 57,4 miliardi di euro. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio su tredicesime e consumi di dicembre, il monte tredicesime destinate a consumi per l’ultimo mese dell’anno sarà pari a 49,9 miliardi di euro, +2,4 miliardi rispetto al 2024. 

La stima di questo tradizionale reddito aggiuntivo deriva dai dati di contabilità nazionale diffusi dall’ISTAT e da quelli delle diverse gestioni pensionistiche dell’INPS.
Per l’ultimo mese dell’anno l’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio stima una spesa media di oltre 1.900 euro a famiglia, 53 euro in più rispetto al 2024.

A dicembre la spesa aumenta di 53 euro 

Una volta sottratti gli accantonamenti per far fronte alle scadenze di dicembre legate al saldo ICI-IMU-Tasi e alla tassa di proprietà dell’auto, si perviene all’ammontare delle tredicesime destinate a consumi, comprendente anche la maggiore spesa dei lavoratori indipendenti, come imprenditori, liberi professionisti e lavoratori autonomi.

Nel dettaglio, da questa cifra (49,9 miliardi) nel mese di dicembre si stima una spesa media da tredicesima per famiglia, comprendente, oltre ai regali, anche tutte le spese legate ai consumi quotidiani, come alimentari, abbigliamento, tempo libero, pari a 1.964 euro, in crescita del 2,8% rispetto al 2024, del 6,9% rispetto al 2019 e del 12,3% rispetto al 2008.

Quest’anno gli italiani penseranno più a sé stessi

Con un’inflazione sotto controllo, l’occupazione ai massimi e un maggior reddito disponibile i consumi delle famiglie a dicembre potrebbero registrare un miglioramento.
Questa maggiore quota di consumi, tuttavia, si trasferirà solo in parte in un aumento della spesa per i regali di Natale, che resta sostanzialmente in linea con quella dello scorso anno, ovvero, 211 euro pro capite contro 210 euro del 2024.

Oltre alle strenne, gli italiani infatti penseranno di più a sé stessi,‘regalandosi’ un nuovo elettrodomestico, andando più spesso al ristorante, al cinema, a teatro, oppure visitando un museo e dedicandosi di più al benessere personale.

Si faranno più regali rispetto all’anno scorso

E mentre diminuiscono le persone che prevedono di passare un Natale dimesso sono sempre più numerosi coloro che affronteranno con piacere questa spesa confermando, la ‘magia’ delle festività natalizie.

Secondo l’indagine, nel 2025 scende infatti la percentuale di coloro i quali vivranno un Natale più ‘povero’, da 77,1% al 72,7% del 2024, e sale di 1,6 punti, dal 79,9% all’81,5%, la percentuale di chi farà acquisti per i regali di Natale 2025.
La spesa complessiva per i regali quest’anno toccherà 10,1 miliardi, il dato più alto dal 2020. Ma, soprattutto, si faranno più regali rispetto allo scorso Natale.
Cresce infatti il numero di italiani che reputano il rito dei regali una spesa necessaria e sempre piacevole da affrontare, passando dal 44,4% dello scorso Natale al 47,8% di quello in arrivo.