Mese: Ottobre 2025

e-commerce: nel I semestre 2025 oltre 393 milioni di spedizioni B2C 

Lo conferma il Netcomm Delivery Index, il report di Netcomm in collaborazione con  Poste Italiane: nei primi sei mesi del 2025 l’e-commerce italiano B2C genera un incremento dell’8% nel volume totale delle spedizioni, arrivate a 393,4 milioni. Nel 2024 erano a quota 363,5 milioni.
Questo incremento va letto anche alla luce di un maggior flusso di acquisti dall’estero di prodotti a basso prezzo, che determinano un aumento dei colli spediti sebbene con valori medi d’ordine contenuti.

Quanto alla distribuzione geografica, Centro e Nord Ovest vedono la loro quota diminuire, mentre Nord Est, Sud e Isole registrano un aumento. Tale mutamento nel peso delle spedizioni nelle diverse aree del Paese, potrebbe indicare una ridistribuzione dei centri di consumo. O l’emergere di nuove dinamiche logistiche regionali.

Merchant: i Top 15 gestiscono il 73,7% dei volumi

Il panorama dei merchant parla chiaro: pochi giganti continuano a polarizzare una quota sostanziale del mercato. Nei primi sei mesi del 2025 i Top 15 gestiscono congiuntamente il 73,7% dei volumi totali di spedizioni: Amazon si distingue per la performance più robusta, eBay, per il calo più significativo.

Spiccano le piattaforme che intercettano i nuovi trend di consumo, come Vinted per il second hand, Redcare per il settore salute/farmacia, e si affermano nuovi attori internazionali, come Temu.
Tra i merchant specializzati alcuni mantengono quote stabili (Zooplus, Notino, Aliexpress, Zalando), altri registrano variazioni marginali positive (Esselunga, MediaWorld, Unieuro) o negative (ArcaPlanet, La Feltrinelli).

Abbigliamento, Salute, Cosmetici le categorie più “spedite”

L’Abbigliamento si conferma incontrastato al primo posto tra le preferenze d’acquisto online degli italiani, con il 19,5% del volume totale delle spedizioni, seguito da Salute/benessere (11,3%), Libri, DVD, CD (8,4%), Cosmetici/profumeria (7,5%), Accessori per la casa (7,4%) ed Elettronica (6,8%).

A un livello di aggregazione maggiore, la macro-categoria Abbigliamento, sport e accessori domina, con il 23,6% delle spedizioni, seguita da Health&Beauty (18,8%) e Informatica/Elettronica di consumo (16,2%). Numeri che non solo rivelano le aree di maggiore attrattività per i consumatori, ma anche le opportunità di crescita per i merchant che operano in questi segmenti.

Metriche di acquisto e incidenza dei resi

Un aspetto cruciale del mercato online è la sua concentrazione. Più di 8 acquisti online di prodotti su 10 avvengono presso il sito web o l’app di uno dei 10 merchant più popolari. Questa percentuale tocca picchi elevatissimi in settori come Editoria (95,9%), Home (94,8%) e Informatica (90,3%), indicando una forte fidelizzazione.

Un’altra metrica fondamentale, con implicazioni economiche e ambientali significative, è l’incidenza dei resi.
Nel YTD 2025 la media complessiva dei resi è pari al 5,9%. Tuttavia, Arredamento/Home Living e Abbigliamento, sport e accessori presentano i tassi più elevati, sottolineando l’importanza di politiche chiare e soluzioni innovative per mitigare il fenomeno.

Catene di ristorazione: la pausa pranzo vale il 20% del mercato

Nel 2024 il mercato italiano del Food & Beverage fuori casa vale 101 miliardi di euro. Con 10 miliardi di euro a valore la ristorazione in catena vale circa il 10% di questo mercato.
In media, sul totale delle occasioni di consumo fuori casa, le catene si prendono il 20% della pausa pranzo e il 15% della cena, mentre c’è ancora molto spazio da colmare su aperitivo e prima colazione.

Questi dati (elaborati da TradeLab) sono emersi durante Aigrim Day 2025, il forum annuale della ristorazione in catena organizzato da AIGRIM-FIPE, associazione parte di FIPE-Confcommercio.

Convenienza e GenZ i fattori chiave

“La ristorazione in catena si conferma un settore in forte espansione – dichiara Riccardo Orlandi, Presidente di AIGRIM-FIPE -, come testimoniano il +17% di punti vendita e il +10% di occupati registrati in meno di due anni”.
Nonostante un generale rallentamento dei consumi, le catene crescono e viaggiano a ritmi superiori rispetto agli ‘indipendenti’, con un aumento delle visite (+1,3%) e del valore (+5,4%) nel periodo settembre 2024-agosto 2025.

Rispetto ai bacini demografici, poi, le catene riescono a intercettare più giovani. GenZ e Millennial rappresentano quasi la metà (49%) dei clienti delle catene, attratti principalmente dalla convenienza (57%).
Hanno ancora poco peso, invece, altri fattori, su cui le catene devono investire per migliorare. Ad esempio, il richiamo di app e programmi loyalty, come motivo per cui si sceglie la catena, viene indicato solo dal 15% dei giovani.

Ruolo strategico nei centri commerciali

Anche per quanto riguarda il servizio solo il 17% dei giovani cita la velocità come elemento distintivo. Una caratteristica, che in parte rappresenta ancora un limite, è rappresentata anche dall’eccessiva frammentazione del mercato.

Quanto al ruolo delle catene food all’interno dei centri commerciali, la ripresa dell’industria di questo settore, già evidente nel 2023, si è consolidata nel 2024 (+0,7%), con la ristorazione che si attesta come un vero e proprio motore di crescita, raggiungendo un volume d’affari di 5,7 miliardi di euro.
Dopo il picco del 2023, l’aumento di fatturato dei centri commerciali si sta stabilizzando, con una performance di H1 25 stabile rispetto all’anno precedente, mentre il fatturato della ristorazione nei centri commerciali continua ad avere una crescita positiva (+1% YoY H1 24 – H1 25).

Formazione e reclutamento non sono in secondo piano

Il dato più significativo riguarda però i consumi. Rispetto al 2022 il ticket medio è cresciuto notevolmente. In dettaglio, +14% per i Full Service Restaurant e +13% per i Quick Service Restaurant, a testimonianza di una forte capacità di attrazione e fidelizzazione del pubblico.

“In quest’ultimo anno – aggiunge Orlandi -, sono stati raggiunti traguardi importanti e stiamo lavorando a nuovi, innovativi progetti in ambito formazione e reclutamento”. Tra questi, un’iniziativa per contrastare la carenza di personale nel settore: un programma di immigrazione controllata che prevede la formazione in loco di una sessantina di lavoratori tunisini da inserire nelle aziende italiane associate ad AIGRIM-FIPE.

Televisione: anche nel mondo digitale continua a sorprendere e creare valore

Lo confermano i risultati di un’indagine sul presente e sul futuro della televisione in Italia realizzata da Human Highway per FCP: la televisione dimostra una straordinaria capacità di adattamento, anche nello scenario digitale in continua trasformazione.

Insomma, la TV è ancora capace di generare attenzione ed emozioni per gli spettatori. Grazie alla presenza di più schermi in casa (in media 4-5 per nucleo famigliare, secondo dati Auditel-Censis), ogni membro della famiglia può scegliere tra documentari, programmi tematici, sport o eventi live.
La ricerca, inoltre, mostra che la TV continua a creare valore per i brand. E la pubblicità televisiva, se ben integrata nel contesto editoriale, non è vissuta come un disturbo, ma può rafforzare il legame con i contenuti. 

In Italia la giornata inizia con l’informazione

La ricerca ha raccolto oltre 42.000 esperienze di visione in tre momenti chiave della giornata (mattina, durante i pasti e sera), su TV, app e piattaforme digitali. E per gli italiani la giornata inizia con l’informazione. Telegiornali e programmi di approfondimento, spesso condivisi con altre persone, diventano momenti di co-visione e discussione.

Anche la visione della TV durante i pasti mostra come restino centrali i contenuti informativi e giornalistici, scelti per chiarezza, serietà e capacità di stimolare riflessione.
Le ore serali invece rappresentano il momento del relax e dell’evasione, con film, serie TV e show.

La pubblicità non fa scappare gli spettatori

L’intrattenimento si conferma però la categoria in grado di riunire tutta la famiglia, con un indice di soddisfazione del +40%. Anche gli eventi sportivi e musicali dal vivo rappresentano momenti di forte aggregazione, generando picchi di coinvolgimento emotivo e sociale.

Un tema centrale per i brand è il rapporto tra pubblico e pubblicità televisiva. La ricerca sfata la convinzione che gli spot allontanino gli spettatori. Al contrario, tra il 70% e il 99% del pubblico rimane davanti allo schermo durante le interruzioni pubblicitarie. Nei film e nelle serie TV, quando il messaggio è percepito come mirato e rilevante, la permanenza sale fino al 95%.
Se il break è introdotto dai conduttori, poi, l’attenzione resta alta:. Tra l’80% e il 90% degli spettatori continua a seguire il programma senza abbandonare la visione.

Un mezzo efficace per i brand

Complessivamente, la ricerca evidenzia la resilienza della televisione e la sua efficacia come mezzo per i brand. La qualità editoriale può infatti aumentare il ricordo della pubblicità fino al 40%.

L’attenzione media si attesta intorno al 60%, con punte del 97% nei programmi di intrattenimento. E la soddisfazione dei contenuti, intesa come la capacità di mantenere la promessa emotiva per cui vengono scelti, supera il 50%, traducendosi in un tempo di fruizione significativo, da 1 a 2 ore al giorno per spettatore.