Mese: Agosto 2025

Italia digitale: la trasformazione corre veloce

La trasformazione digitale non è più un orizzonte lontano: è già dentro le nostre vite quotidiane. Dallo smartphone che usiamo per pagare una bolletta, alle lezioni online, fino alle chat con amici e familiari.
L’Europa ha deciso di dare una direzione precisa a questo cambiamento con il Decennio Digitale 2030, un programma che punta a rendere la società più giusta e inclusiva, senza lasciare nessuno indietro.

L’Italia e la scommessa del PNRR

Anche il nostro Paese sta provando a raccogliere la sfida. Attraverso il PNRR si investe in reti veloci, 5G, digitalizzazione dei servizi pubblici e formazione. L’obiettivo è duplice: semplificare la vita dei cittadini e colmare le distanze tra chi è già connesso e chi rischia di restare escluso.
Nelle scuole, ad esempio, si cerca di introdurre percorsi che insegnino a usare il digitale in modo consapevole, preparando i ragazzi a un mondo sempre più tecnologico.

Generazioni diverse, tempi diversi

La velocità del digitale cambia anche il nostro rapporto con il tempo. Chi è cresciuto in un mondo analogico tende a ragionare in modo più lento e sequenziale. I giovani, invece, vivono in una dimensione continua, fatta di notifiche e stimoli che arrivano senza sosta.

Secondo Save the Children, oggi già il 30% dei bambini tra i 6 e i 10 anni usa lo smartphone ogni giorno: un segnale chiaro di quanto presto si entri in questa realtà.

Identità tra like e profili social

Oggi l’identità personale si costruisce anche, e forse soprattutto, online. I social network diventano una vetrina dove ognuno racconta se stesso. Ma questa esposizione continua porta a un “controllo” costante dell’immagine.

Come mostra il Rapporto Italia 2025 dell’Eurispes, molti giovani si sentono più liberi di esprimersi online, ma quasi la metà ammette che i social fanno perdere tempo e aumentano il senso di distanza dal mondo reale.

Il gap tra giovani e adulti

Il digitale mette in evidenza anche un divario generazionale. I dati Istat 2023 dicono che oltre il 93% dei giovani tra i 20 e i 34 anni usa Internet regolarmente, mentre tra gli over 65 la percentuale scende a poco più della metà.
Non è solo una questione tecnica: gli adulti cercano percorsi lineari, i ragazzi ragionano in modo reticolare, più rapido ma meno profondo.

Non basta essere connessi

Secondo il Digital 2024 Global Overview Report, l’87,7% degli italiani ha accesso a Internet, ma più di 7 milioni di persone restano escluse, soprattutto anziani e famiglie in difficoltà. Inoltre, la maggior parte del tempo online è dedicata all’intrattenimento, mentre solo il 18% degli utenti sfrutta la rete per studiare o partecipare alla vita pubblica.

Il vero traguardo non è quindi solo “essere connessi”, ma saper usare la tecnologia in modo critico e costruttivo. Una sfida che riguarda tutti, giovani e adulti, se vogliamo che il digitale diventi davvero un motore di crescita e non solo un passatempo.